Affari di famiglia

Massima cura del bilancio familiare, attenzione al rapporto qualità-prezzo per i prodotti alimentari, contenimento delle spese negli altri settori, conferma della fiducia nei confronti della Cooperativa. Gli ultimi dati del Barometro Coop.

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È un po’ come se, con la crisi economica in atto, le famiglie italiane avessero imparato, anche se forzatamente, a convivere. Così, se da un lato le preoccupazioni per la propria condizione si sono stabilizzate (con qualche cenno di leggero miglioramento rispetto a giugno), dall’altro si è imparato a gestire con cura certosina il bilancio familiare (cresce di quattro punti chi dice che le spese sono sotto controllo). Si spende il giusto per mangiare, cercando sempre il miglior equilibrio possibile nel rapporto qualità-prezzo, ma accentuando invece una propensione a contenere o rinviare le spese nel settore non alimentare e di beni durevoli.

Una forte prudenza dunque, in cui i passi verso l’uscita dal tunnel sono molto lenti. Anche perché la vera e prima preoccupazione degli italiani non è legata ai prezzi o al costo del denaro, ma alla sicurezza del posto di lavoro. Qui sta il passaggio delicato che conferma l’esistenza di una società sempre più polarizzata, sia nelle disponibilità economiche che nell’atteggiamento mentale: da una parte chi vive nell’incertezza e nell’insicurezza e dall’altra chi la crisi l’ha sentita solo come eco di problemi altrui. Sono questi i dati salienti dell’ultima rilevazione del Barometro Coop, l’osservatorio permanente che mira a monitorare cosa pensano e qual è l’umore dei soci e dei clienti che frequentano i punti vendita Coop di tutta Italia. Dopo tre rilevazioni (le prime sono state a marzo e giugno) la fotografia in movimento che si ottiene è ovviamente sovrastata dal tema della crisi economica.

Non a caso 72 intervistati su 100 (erano 68 a marzo) dicono che le spese rimarranno le stesse nei prossimi mesi, mentre 9 dicono che miglioreranno (erano 8 a marzo) e 17 dicono che peggioreranno (erano 24 a marzo). A conferma del leggero trend positivo, il fatto che il 51 per cento dichiari che non avrà problemi a fare la spesa (era il 47 per cento a giugno). «Il lieve miglioramento che abbiamo registrato – spiega il direttore del settore pianificazione e controllo di Coop Italia, Francesco Cecere – va preso con grande cautela, perché comunque i pessimisti prevalgono ancora sugli ottimisti. Ad esempio nelle grandi città ci sono dati più negativi così come tra i ceti più svantaggiati».

voci di spesa Guardando più nello specifico al dato sulla propensione ai consumi, la previsione è leggermente positiva, soprattutto per merito del settore food, ortofrutta in testa (15 per cento in più su giugno), mentre il calo del non-food continua (-20 per cento rispetto al dato già critico di giugno). «Del resto – continua Cecere – quando parliamo di attenzione delle famiglie a far quadrare il proprio bilancio, parliamo esattamente di queste cose. Di scelte che si devono fare e che possono penalizzare determinati settori. Dunque è evidente che la situazione complessiva dei consumi resterà difficile ancora a lungo».

Un altro segno significativo è il calo della propensione all’acquisto (-3 per cento), specie tra i giovani e sui prodotti di marca. Un trend di cui beneficiano in parte i prodotti di massima convenienza (+5 per cento), ma soprattutto i prodotti a marchio Coop (+9 per cento) che si confermano portatori di un’ottima sintesi tra convenienza e qualità. L’altro capitolo su cui è incentrata l’osservazione del Barometro, è proprio quello legato più specificamente alla percezione di Coop. «Vogliamo essere in sintonia con i nostri soci e clienti, e avere uno strumento di rilevazione permanente è di grande utilità – spiega ancora Cecere –. Sulla percezione del marchio Coop si conferma il rapporto di fiducia nei confronti della Cooperativa (il 92 per cento del campione). Un rapporto che si consolida nell’arco di questo difficile anno ma che non è più ideologico, bensì risulta ancorato a comportamenti e contenuti di servizio, specie per i più giovani».

Bene anche il dato sul fatto che Coop tuteli il potere d’acquisto (65 per cento con un più 0,8 su giugno) e ancora meglio quello sul controllo e la sicurezza dei prodotti a marchio (82 per cento, più 0,1 su giugno), così come sul rapporto qualità-prezzo (gradito dall’81 per cento, più 0,3 su giugno). Pur in un periodo di forte infedeltà complessiva dei consumatori verso le insegne (perché in cerca di risparmio), si conferma stabile la propensione a frequentare i punti vendita Coop nei prossimi mesi.

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