All’aria aperta
Grandi e piccini, tutti all’opera. Perché la musica classica non è poi così difficile.
Rilassarsi sulle note di “Va, Pensiero”, caricarsi con la marcia dell’Aida, commuoversi all’ascolto della Tosca. Un’abitudine che – purtroppo – non appartiene a tutti. Molti, infatti, sono intimoriti dalle opere liriche spesso considerate troppo difficili o noiose. Un errore d’interpretazione che rischia di relegare le arie dei grandi autori del passato nell’Olimpo della musica d’élite, ad uso esclusivo di pochi e preparati appassionati.
degni di nota «La musica classica è invece un grande patrimonio culturale del nostro paese, un tesoro che dovrebbe essere fruibile per tutti, dai più grandi ai più piccoli» sottolinea Loredana Lipperini, autrice con Caterina Manganella di Il Gran Concerto, programma musicale settimanale andato in onda su Rai Tre la domenica mattina. Tredici puntate registrate all’Auditorium Rai di Torino per avvicinare in maniera divertente i bambini dai 5 anni in su al mondo della musica classica. Un progetto di Raffaella Carrà e Sergio Japino, che ha rapidamente conquistato anche i vertici della televisione pubblica. L’esigenza di proporre al pubblico un approccio “giocoso” alla musica classica era molto sentita in Rai. La proposta della Carrà e di Japino, adattamento di un format spagnolo di grande successo, ha risposto a questa necessità». Guidati dal conduttore Alessandro Greco e supportati dall’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai diretta dal primo violino Alessandro Milani, centinaia di bambini (ma anche i loro genitori ed educatori) sono stati iniziati al dolce suono delle note e avviati a leggere uno spartito. Il tutto condito dalla possibilità di poter rappresentare sul palco i brani proposti.
«Il coinvolgimento ludico, insieme ai pezzi più facili da memorizzare o visualizzare per costruire una storia – prosegue l’autrice – è stato l’elemento base delle singole puntate». opera prima Ecco allora un piccolo Beethoven salire sul podio a dirigere dal vivo l’orchestra per “La Marcia Turca”, piccoli ballerini danzare sulle note dei “Quadri di un’esposizione” di Musorgskij, un principe e una principessa arrivare direttamente dallo spartito della “Cenerentola” di Cajkovskij.
«Per entrare ancor di più nel discorso musicale, sempre privilegiando l’aspetto descrittivo, abbiamo cercato di introdurre anche elementi più “tecnici”: come si costruisce un’opera, cos’è un accelerando, come funziona uno strumento musicale». Un approccio immediato e divertente che ha riscosso un grande successo: «Dalle reazioni entusiastiche dei genitori a quelle del pubblico a casa, per arrivare ai piccoli partecipanti che uscivano dall’Auditorium canticchiando Mozart o Bizet» conferma Lipperini che si augura con gli altri autori di poter presto scrivere una seconda edizione de Il Gran Concerto. Intanto, per non interrompere il feeling musicale tra ragazzi e Rai Tre, dal 4 gennaio la terza rete manda in onda il cartone Taratabong! Il mondo dei Musicilli. Serie animata ambientata in un luogo fantastico fatto solo di musica e popolato da strani esserini, che sono soprattutto strumenti musicali. I protagonisti, Truby e Rullo (una tromba e un tamburo rullante) con i loro genitori Bone e Granca (un trombone e una grancassa) vivranno avventure quotidiane molto simili a quelle del nostro mondo. Con un’unica differenza: al bando le parole e via con la musica.
MODELLO CLASSICO Come avvicinare i bambini alla musica classica. Musica classica tra i banchi di scuola. È quanto sperimenta Roberto Ortolan, maestro di musica che da qualche anno collabora con alcune scuole elementari di Massa. «Per natura più recettivi degli adulti, i bambini restano immediatamente affascinati dalla musica classica – conferma il maestro –. L’importante è partire bene: Mozart di solito piace molto ai più piccoli così come autori meno noti quali John Francis o Couperin». Esperimenti che non sempre vengono facilmente accolti: «Molto dipende dalla sensibilità dei singoli insegnanti e della famiglia. A prevalere è la scarsa conoscenza della musica classica spesso percepita come immobile o difficile, dimenticando il suo originario carattere popolare». Rispolverarlo è, invece, necessario anche per non perdere i tanti talenti nascosti nelle giovani generazioni. «La collaborazione tra scuola e famiglia è indispensabile per affinare il gusto musicale di tutti, stimolando in particolare i bambini che possiedono un’inclinazione naturale alla musica». Ascoltare insieme ai propri figli un brano classico, commentare e spiegare le “arie” più famose, scoprire melodie e passaggi può regalare emozioni intense. Basta ricordare che non esistono musiche facili o difficili, ma solo melodie che procurano piacere alle orecchie e all’anima a prescindere dall’età o dalla cultura. bel canto Com’è nata la Tosca? Qual è l’intreccio di Madama Butterfly? Notizie, curiosità e storia di oltre mille melodrammi raccolti in un unico e pratico Dizionario dell’Opera 2008 (Edizioni Baldini Castoldi Dalai, 2007 - pp. 1.781 - euro 40) a cura di Pietro Gelli. Per facilitare la consultazione nel volume anche l’indice dell’inizio di ogni aria.
Benedetta D’Alessandro










