Arriva SuperCap

La nuova chirurgia dell’anca e del femore.

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Ha un nome da supereroe la nuova tecnica chirurgica arrivata dagli Stati Uniti. Si chiama “SuperCap” ed è destinata a rivoluzionare il mondo della chirurgia dell’anca e del femore. Il primo a sperimentarla è stato il prof. Stephen Murphy del Center for Computer Assisted and Reconstructive Surgery di Boston, nel Massachussets, che ha dato il via a questa lenta rivoluzione già nel 2003. Da poco anche in Italia è possibile avvalersi di questa novità, introdotta presso l’ospedale San Luca di Vallo della Lucania, a Salerno, dov’è già stata testata per il trattamento della coxartrosi, l’artrosi degenerativa dell’anca e delle fratture del collo del femore.

capacità di recupero La nuova metodologia chirurgica dura meno di due ore ed è decisamente meno traumatica delle operazioni classiche. Attraverso un’incisione di 5-8 cm il chirurgo lavora per via percutanea, attraversando le fibre muscolari del grande gluteo e portando all’interno della sede coxo-femorale (l’area in cui la testa del femore si inserisce nel bacino, ndr) una serie di pezzi meccanici che, incastrandosi l’uno con l’altro, vanno a formare una particolare protesi che riveste la testa del femore.

I vantaggi della tecnica “SuperCap” sono molteplici. La nuova chirurgia permette di non sezionare i tendini e i muscoli e permette di non asportare completamente la testa del femore. Il tutto risulta in un intervento più rapido che richiede meno trasfusioni di sangue e consente un recupero funzionale più immediato. Il paziente cammina in poche ore con le stampelle e la degenza ospedaliera non supera i tre giorni. Per verificare il carattere innovativo e la sicurezza dell’intervento è scesa in campo anche la rivista “Operative Techniques in Orthopedics” sulla quale un nutrito gruppo di esperti ha verificato i risultati sui primi 107 pazienti operati, riscontrando un effettivo tempo di recupero funzionale postoperatorio inferiore del 30 per cento rispetto alla chirurgia tradizionale con una radicale diminuzione dell’incidenza di infezioni. Ma soprattutto, sottolineano gli esperti, il vantaggio di “SuperCap”, conservando tutto il femore, sarà quello di eliminare il rischio di cedimento tra osso e protesi, un’evenienza che determina il fallimento della protesi e la necessità di operare di nuovo.

fino all’osso Ma, avvertono gli esperti, non è tutto oro quel che luccica. “SuperCap” richiede un’équipe di chirurghi altamente specializzata per evitare errori di posizionamento della protesi che sono più frequenti quando si opera in artroscopia, quindi non è facilmente “esportabile” in centri minori e poco organizzati. Nei prossimi anni l’analisi dei risultati ottenuti sui vari casi clinici potrà dire se “SuperCap” è stata una vera rivoluzione o no, intanto in Italia si moltiplicano presso vari centri di ortopedia, le sperimentazioni con tecniche mininvasive e materiali innovativi per le protesi classiche, come il titanio e il tantalio, una rete metallica ricoperta di titanio che favorisce l’integrazione con l’osso o le nuove leghe cromo cobalto, il polietilene ad altissimo peso molecolare o le bioceramiche. L’obiettivo è dare una sicurezza e una qualità di vita praticamente perfetta alle migliaia di persone che ogni anno ricevono la protesi a causa di malattie di vario genere, dalla displasia dell’anca fino alla rottura del femore e all’artrosi che oggi in Italia si stima colpisca almeno 4 milioni di persone, costantemente in aumento.
Se prima, infatti, questa patologia era considerata la “malattia dei nonni”, oggi colpisce anche i più giovani al di sotto dei 45 anni. Le persone tra i 15 e i 79 anni colpite da artrosi raggiungono, infatti, il 50 per cento, a causa spesso dell’effetto nefasto sulla salute ossea di uno stile di vita scorretto fatto di poca attività fisica, fumo e alimentazione scorretta.

 


 

Info Ospedale San Luca Via Francesco Cammarota 84078 Vallo della Lucania (SA) tel. 0974711111
Primario di Ortopedia prof. Nicola Capuano
www.wmt.com/physicians/products/hips/SuperCapSurgicalTech.pdf (in inglese)

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un consiglio : chi ha bisogno di cure per anca,bacino e femore si rivolga al maestro DOTT. NICOLA CAPUANO....e' il migliore senza ombra di dubbio:

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