Aspira e ammira

aspira.jpg

Vecchia scopa addio. Tra aspirapolvere sempre più simili a piccoli robot e scope elettriche che promettono praticità ed efficienza, il vecchio arnese di saggina sembra un’eredità destinata al passato e a qualche travestimento di Halloween. Aumentano gli strumenti elettronici a disposizione delle famiglie ma, inevitabilmente, anche la difficoltà di chi si appresta a un acquisto del genere. Il primo dilemma è proprio quello della scelta tra scopa elettrica o aspirapolvere a traino.

Un imbarazzo a cui gli italiani sembrano rispondere in base alla residenza. Sugli apparecchi da trainare, dicono le statistiche, si schierano gli utilizzatori del Nord Italia. Tradizionalmente legati alla scopa (seppur elettrica) sono, invece, i meridionali con punte di assoluta dedizione a Napoli dove le vendite di aspirapolvere sono prossime allo zero.

batti scopa Peccato che le distinzioni tra le due categorie si stiano annullando con il progresso, con scope elettriche potenti quanto un aspirapolvere di taglia media (e con prezzo simile) e apparecchi da traino maneggevoli quanto una scopa. A rigor di logica conta molto di più l’abitudine, dunque, a utilizzare l’uno piuttosto che l’altro strumento. Più complicato il confronto sull’efficienza di questi apparecchi, una partita che si gioca sulle caratteristiche principali di uno strumento destinato a eliminare la polvere, in primo luogo la potenza di aspirazione (non legata alla potenza elettrica, così pubblicizzata sui dépliant), la purezza dell’aria che esce dallo scarico dopo la filtrazione, la rumorosità e il raggio di azione dell’elettrodomestico.

Partiamo dalla potenza reale, che nulla ha a che fare con la potenza elettrica assorbita dell’apparecchio, che normalmente oscilla tra 1.200 e i 2.000 watt. La vera forza dell’apparecchio, infatti, è la capacità aspirante: si misura in watt aria (o air watts) ed è la combinazione tra aspirazione e flusso d’aria, vale a dire tra la capacità di sollevare la polvere e la velocità con cui viene immessa nel contenitore di raccolta (sacco o cassetta). In generale, un buon valore è compreso tra 250 e 400 watt.

molto rumore per nulla Un punto su cui non transigere, se si utilizza spesso questo apparecchio, è la sua rumorosità, che dipende dalla potenza del motore e dalla qualità dei materiali. Difficile scendere al di sotto dei 70 decibel, più facile, nei modelli di qualità peggiore, sfiorare o addirittura superare i 90 decibel. Non sottovalutate le differenze, visto che a un aumento di soli 3 decibel raddoppia la pressione dell’onda sonora. E il fastidio per chi usa l’aspirapolvere o per chi è in casa.

Altra caratteristica da valutare per giudicare la qualità di quanto stiamo acquistando è il sistema filtrante, la cui efficienza è essenziale per non reimmettere nell’ambiente appena pulito aria polverosa, magari con quei tanto detestati nemici di chi soffre di allergie. Per i modelli che lo prevedono, il sacchetto è il primo livello di filtro: le sue pareti a doppio strato trattengono gran parte degli inquinanti, ma non quelli di dimensione inferiore a un micron (pari a 0,001 mm), come spore e acari. Per questo, con o senza sacchetto, un sistema filtrante è davvero efficace se dotato allo scarico dell’aria di un filtro Hepa (High Efficiency Particulate Air), che trattiene oltre il 97 per cento delle micro particelle inquinanti.

A questo punto non resta che scegliere tra i metodi di “cattura” di polvere e sporcizia. Ce ne sono per tutti i gusti: dai classici modelli forniti di sacchetto a quelli che riescono a evitare questo costoso accessorio, attraverso sistemi particolari di separazione della polvere. Se questi ultimi garantiscono un notevole risparmio nel tempo (i ricambi possono costare anche 10 euro), sono ugualmente efficaci nella quodiana lotta contro la polvere? A giudicare dai test realizzati dalle riviste dei consumatori europei, la nuova generazione di apparecchi senza sacco sembra garantire risultati addirittura migliori della precedente.


aspirapolveri

 


Chi ricorda “Io e Caterina”, il film in cui Alberto Sordi si innamora di un robot maggiordomo dalle sembianze femminili? Pur senza arrivare agli eccessi del divertente Albertone, il sogno di avere un tuttofare che al posto nostro svolga le faccende di casa senza alcun impegno e aggravi economici è comune a tutti, non solo maschietti. Ebbene qualcuno, nel campo degli aspirapolvere ci aveva provato. Lo aveva fatto, per esempio, l’Electrolux con Trilobite, un piccolo robot che assomiglia a una tartaruga presentato nel 2001. Tondo, con un diametro di appena 35 centimetri e un’altezza di 13 e peso di soli 5 chilogrammi, prometteva di lavorare senza il controllo umano. Girava da solo per casa e doveva muoversi con agilità tra tavoli e divani, sedie e letti, evitandoci ogni fatica. Trilobite, infatti, non possiede fili elettrici e funziona grazie a una batteria con l’autonomia di un’ora e la possibilità di essere ricaricata in due ore. Tra l’altro questo elettrodomestico futurista non possiede neppure un tubo né una testa per aspirare. Il suo segreto è in una spazzola elettrica costituita da lamelle di plastica, che dovrebbe pulire qualunque superficie. In Francia l’aveva testato 60 millions de consommateurs, il mensile dei consumatori, per verificare l’efficacia dei suoi tre programmi (normale, rapido e localizzato) in una stanza ammobiliata di 26 metri quadrati. Il risultato, però, non è stato sempre brillante. Tra i punti forti di Trilobite il periodico d’oltralpe ha segnalato la facilità d’uso, le dimensioni ridotte e i risultati sulle superfici morbide, come tappeti e moquette. Il problema, invece, è che la sua forma tonda non gli permette di pulire bene gli angoli, e uno spazio con molti ostacoli rallenta il suo lavoro. Necessita spesso del cambio dei filtri e questo ne aumenta notevolmente i costi, dal momento che una scatola di 10 filtri costava ben 30 euro. Infine, è rumoroso e poco efficace nel raccogliere i peli d’animale dai tappeti e sulle superfici dure che presentano piccole fessure, come il parquet. Limiti che ne hanno fortemente limitato il successo e hanno costretto la ditta a una lunga riprogettazione che da poco ha prodotto un nuovo modello che, a detta dell’Electrolux, tiene conto di tutte le critiche. In attesa di vederlo di nuovo all’opera, non ci resta che continuare a sognare. E a faticare...

 

PAROLE CHIAVE: pulizie offerta aspirapolvere