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Attacco alla Coop
Colpiti gli utili e il Prestito sociale: dal governo Berlusconi misure contro il mondo cooperativo
Un blitz che colpisce le Coop, un blitz senza preavviso, di fatto, indirizzato esclusivamente verso le Coop di consumo. Il governo Berlusconi ha inserito nello sterminato decreto fiscale, che anticipa la manovra ed i contenuti della prossima Finanziaria, tre misure che vanno a colpire il prelievo fiscale sulle cooperative (aumentando dal 30 al 55% la quota di utili destinati a riserva indivisibile che viene tassata) e l’istituto del Prestito sociale (nel quale la tassazione sugli interessi percepiti dal socio passa dal 12,5% al 20%). La terza misura consiste in un prelievo (per due anni) del 5% sugli utili netti delle cooperative a mutualità prevalente che abbiano un prestito sociale di almeno 50 milioni di euro (questo prelievo andrà ad alimentare il fondo di solidarietà per i cittadini meno abbienti). Non a caso il presidente di Legacoop Giuliano Poletti le ha definite misure «pesanti e ingiuste», mentre di «accanimento fuori luogo» ha parlato il presidente di Confcooperative Luigi Marino. Ma vediamo di ricostruire meglio una vicenda che per essere compresa va intrecciata strettamente con il ricorso all’Unione Europea presentato nei mesi scorsi da Federdistribuzone (che associa le catene private concorrenti di Coop, che vanno da Esselunga alle multinazionali francesi come Carrefour e Auchan). In questo ricorso, che contestava l’intera normativa italiana sulla cooperazione, si diceva esplicitamente che il problema era però solo Coop, ormai da anni prima catena della Grande Distribuzione in Italia. Dopo lunghe discussioni nei palazzi europei il 17 giugno scorso la commissaria europea per la concorrenza Neelie Kroes ha scritto al governo italiano sollevando dubbi sulla normativa esistente (vedi l’apposita scheda nella colonna a fianco), ma scegliendo di non avviare una procedura di infrazione bensì esplicitando la volontà di avviare una trattativa col governo su un tema complesso e delicato, sia per le ricadute che potrebbe avere sugli altri paesi, sia perché in Italia la cooperazione gode di un esplicita tutela costituzionale attraverso l’articolo 45 della carta fondamentale (il cui testo è “La Repubblica riconosce la funzione sociale della cooperazione a carattere di mutualità e senza fini di speculazione privata. La legge ne promuove e favorisce l’incremento con i mezzi più idonei e ne assicura, con gli opportuni controlli, il carattere e le finalità”). E proprio su alcuni dei quesiti sollevati dall’Unione Europea si è inserito con la rapidità del fulmine il governo che, senza alcun confronto né discussione preventiva, ha usato il decreto fiscale su cui stava lavorando per infilarci le norme che colpiscono quasi esclusivamente le Coop di consumo. Un punto estremamente delicato della vicenda è che ora, se da un lato ci sono maggiori oneri fiscali già sicuri, resta invece l’incertezza sulla vertenza con la Ue che non è dato sapere se e in che misura condivida i provvedimenti adottati dal governo. «Con la cooperazione di consumo – spiega il presidente di Legacoop Giuliano Poletti – si colpisce un settore fondamentale del movimento cooperativo italiano che associa quasi sette milioni di soci, e svolge un ruolo importante di calmieramento dei prezzi, di innovazione, e di difesa della concorrenza in un mercato che sarebbe altrimenti dominato dalle grandi catene straniere della distribuzione commerciale. Ad aumentare l’iniquità delle misure è il fatto che l’imposta straordinaria a favore del “fondo di solidarietà per i cittadini meno abbienti”, per come è congegnata, determinerà una netta sperequazione competitiva a vantaggio dei concorrenti di Coop. Che lo sviluppo delle cooperative di consumo possa essere mal visto dalla concorrenza è cosa nota. Desta sconcerto e preoccupazione che questa linea venga fatta propria da un governo che ha posto come punto centrale del suo programma la promozione della competitività del sistema produttivo nazionale». Ma che fare dunque di fronte a questo? «Legacoop – spiega Poletti – si è già attivata per promuovere col governo e con tutti i gruppi parlamentari un confronto serio e approfondito su queste misure, in modo che esse vengano corrette nel prossimo passaggio parlamentare». Già, perché il decreto per diventare legge dovrà essere convertito ientro 60 giorni (cioè più o meno entro fine agosto). Anche dal punto di vista di Confcooperative l’intervento del governo segna un altro passo verso l’erosione progressiva delle specificità dell’ordinamento civilistico-fiscale delle cooperative. «Non si è tenuto conto – spiega il presidente Luigi Marino – che gli aspetti normativi specifici sono stati riconosciuti alle cooperative in virtù del fatto che sono imprese che non hanno obiettivi lucrativi. L’idea di avvicinare le cooperative alle SpA – cioè trattare in modo uguale cose diverse – è, nel migliore dei casi, un equivoco. Siamo di fronte a un insieme di iniziative intraprese anche per venire incontro alle richieste della Ue (frutto forse più di pressioni che di ragioni). Tuttavia, almeno una delle tre norme, quella riferita al fondo per gli indigenti, così come si configura, suscita l’impressione di un accanimento fuori luogo. Confidiamo in una loro modifica e speriamo che questi ulteriori sacrifici valgano a dare stabilità normativa alla cooperazione, settore cui si mette mano troppo frequentemente, per evitare che vengano vanificati gli sforzi che le cooperative fanno in termini di occupazione e competitività».
Pratiche di buona occupazione
Coop, i lavoratori e il lavoro, sono tanti i risultati concreti a cominciare dalla crescita degli occupati.leggi tutto







attacco alla coop
anche se questo spazio è riservato ai soci Coop,desidero esprimere, anche a nome di tanti lavoratori(e soci)Coop, la preoccupazione per come il nuovo Governo sta attaccando il mondo della Cooperazione con un accanimento che ha poco a che fare con l'esigenza di fare cassa, ma piuttosto portando a compimento un disegno iniziato nella passata esperienza di governo delle destre, proseguita poi attraverso gli strilli del Sig. Caprotti-Esselunga e infine, e siamo ai giorni nostri, togliendo alle Coop quei diritti e non privilegi, che la Costituzione vigente ancora sancisce.
Sono quindi sinceramente spaventato da tanta protervia che va ad attaccare non solo il sistema Coop, ma anche i suoi milioni di Soci e sopratutto le decine di migliaia di lavoratori che vi lavorano, anche al Sud, in maniera onesta contribuendo a far crescere il nostro Paese pagando le tasse fino all'ultimo centesimo e non come quei furbetti, tanto cari ai nostri, che accumulano ricchezze attraverso giganteschi conflitti di interesse.
Infine una domanda: vorrei chiedere ai molti soci e dipendenti che, legittimamente, hanno votato per le destre, cosa pensano oggi di fronte a queste scelte che sicuramente penalizzeranno loro e la loro Cooperativa.
Le Coop sotto attacco
Chi immaginava che i poteri che foraggiano il P.d.L. non faceva queste cose non ha le idee chiare. Questo governo ha una maggioranza liberista, cioè "faccio quello che conviene a me", basta guardare il contenuto del "d.l. per la perequazione fiscale" dove non si trova traccia di modifica per le rendite finanziarie, ma si trovano specifiche norme per i soci coop, che danno tanto fastidio ai c.d. finanzieri. Dopo questo sfogo, cosa dobbiamo fare? Io sono convinto che una battaglia sopra le righe sia inutile. Gli Italiani capiranno di che pasta è fatto questo governo solo quando i danni saranno tanti. Noi dobbiamo stringere i denti ed aspettare, parlare spiegare, dobbiamo far questo, sapendo che saremo minoranza per molto tempo. Ricordiamoci che per una grande parte del paese, molti decenni fa, il re non aveva colpa se l'Italia era nelle condizioni in cui stava.
Auguri
E continuano...
Ci sono riusciti, finalmente!!! Bravi hanno colpito nel cuore del popolo che vive di cooperazione. Hanno colpito noi per colpire, forse, più in alto. Lo avevano già promesso in campagna elettorale e lo hanno fatto, perchè loro possono e noi quando governiamo ... lasciamo fare per ... democrazia. Ben ci stà!!! Svegliamoci perchè noi siamo di più ma dobbiamo assolutamente riunirci, crederci, e non per cedere alla retorica troppe volte protagonista delle ricorrenze che ci dobbiamo domandare: ma dove vogliamo che questa Italia vada a finire? La voce del popolo deve farsi sentire visto che i nostri ...non ci rappresentano se non con vibrate proteste... di carta e basta, no!!! io non ci sto !!! ho lavorato per anni e loro in un colpo decidono per me (e per tutti noi) così come ai vecchi tempi che se non lo abbiamo capito ma sono tornati. Viva VERDI ! Forza popolo non farti piegare reaggiamo uniti per la democrazia:
ATTACO ALLE COOP
Dobbiamo trovare il sistema contabile
affinchè queste misure vergognose siano rese superflue in
quanto minano tutti i principi di solidarietà e ci toccano
anche il portafoglio - ok fanno di tutto per renderci la vita
difficile- e dobbiamo fare di tutto per difenderci. dobbiamo
inventarci anche noi una finanza creativa per i soci e un nuovo tipo
di intervento solidaristico -nel contempo oggi più che mai
difendere il potere di acquisto dei soci. non c'è niente da
fare bisogna resistere per i prossimi cinque anni - credo che le loro
misure non finiscano qui- più che lamentarci sforzare e
provare ad inventarci sistemi di difesa- non abbandono il mio
deposito però voglio essere tutelato.
(Nessun oggetto)