Banca popolare
Canzoncine orecchiabili, testimonial comici, slogan amiconi e tanti sorrisi.
Appese al chiodo giacche e cravatte e quell’aria professionale e un po’ snob, gli istituti bancari negli ultimi tempi si affidano a spot frizzanti, leggeri, un po’ naif, allo scopo di presentarsi al pubblico con un’immagine amichevole che sembra piacere tanto.
Ha cominciato San Paolo Imi col “Ti amo bancario” di Luciana Littizzetto, ha proseguito Intesa San Paolo con le interviste della Gialappa’s a bancari simpatici e un po’ imbarazzati; si è aggiunto poi il Credito Cooperativo con “La mia banca è differente” e il cliente che tentava di far cantare il povero tassista, fino all’apoteosi de “È il conto per me, fatto a posta per me” dell’istituto di credito on line CheBanca.
Tante menti pubblicitarie spremute per un effimero minuto di allegria che resta lì, in Tv, per essere spazzato via di fronte all’ennesima, gonfiata rata del mutuo.











