Calda notte

Dal braciere che le nonne mettevano nel letto alle termocoperte, moderne, funzionali, sicure.

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Una volta ci pensava lo scaldino. Qualcuno lo ricorderà col nome di mònega, qualcuno con quello di preé, in ogni caso si trattava di un braciere che le nonne sistemavano sotto le lenzuola per riscaldarle prima di andare a letto.
Chi ha memoria di queste usanze ricorderà anche tutte le accortezze che si seguivano per evitare di incendiare la casa e i casi drammatici in cui tutto ciò non bastava... Oggi, per fortuna, le stesse comodità si possono ottenere con molti meno pericoli. Basta una coperta riscaldante elettrica. Si tratta di normali trapunte, perfino di piumini costituiti da diversi strati di tessuto in mezzo ai quali viene posto un filo elettrico che si scalda. Questo dispositivo viene collegato mediante un cavo elettrico munito di spina alla presa di corrente dell’impianto elettrico e assicura un buon tepore alle nostre notti.
ora di trapunta Ovviamente le termocoperte non sono tutte uguali. Le migliori impiegano pochissimi minuti per raggiungere la temperatura impostata e sono dotate di un timer col quale impostare l’accensione automatica all’ora scelta dall’utilizzatore. Oltre a queste caratteristiche, chi è alla ricerca di un modello efficiente dovrebbe optare per una coperta che abbia la possibilità di selezionare diversi gradi di calore. E possibilmente per un tessuto naturale, magari in lana, per abbinare al riscaldamento elettrico anche quello delle fibre naturali. Moderne e funzionali, le termocoperte sono pur sempre un accessorio elettrico e dunque una potenziale fonte di pericolo per gli utilizzatori. Devono quindi rispondere alle norme europee di sicurezza che prevedono, per esempio, che non si riscaldino mai oltre un limite accettabile (37 gradi) e che assicurino protezione contro l’umidità. Nelle prove effettuate dagli istituti che assegnano il marchio di qualità in Europa (in Italia è l’Imq), le coperte vengono immerse completamente per 1 ora in una soluzione salina al 2 per cento, per poi misurare la corrente che può essere dispersa. Ma viene anche controllato che il materiale con cui sono realizzate sia autoestinguente ossia non propaghi le fiamme.
una brutta piega Per garantirsi a casa il massimo di sicurezza servono anche alcune accortezze d’uso. Una di quelle fondamentali è di piegare la termocoperta il meno possibile (anche quando la si ripone in armadio). Le pieghe, infatti, possono danneggiare il filo elettrico. Per la stessa ragione è sconsigliato adagiare sulla coperta riscaldante oggetti molto pesanti. Un capitolo a parte merita la possibilità di pulirle. Dal momento che la tendenza a trattenere la polvere è aumentata dal campo elettrostatico che producono, l’eventuale lavaggio in lavatrice è un’indiscutibile comodità. Qualche modello, tra i tanti in commercio, lo permette (in genere a freddo). Anche in questi casi, comunque, è bene fare attenzione a come si mettono le coperte nel cestello (possibilmente senza danneggiarle) ed è bene ricordarsi di escludere la centrifuga.
 
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