Cambio canale

digitale-terrestre.jpg

16 novembre. Tenete a mente questa data: è da quel lunedì che inizierà il vero e proprio “switch-off” nel Lazio. Ossia la fine delle trasmissioni in analogico come le conoscevamo in favore di quelle digitali e l’addio a tutti i canali, per come li abbiamo conosciuti finora, in analogico. Dunque chi non sarà ancora munito di un decoder per il digitale terrestre, si troverà di fronte a uno schermo muto. Pensate di poterverla prendere comoda? Non proprio, perché c’è un altro appuntamento da segnare sul calendario ed è molto più ravvicinato: il 16 giugno. Si chiama “switch-over” e per i più disattenti significa non vedere più le trasmissioni di RaiDue e Rete4 che proprio da quella data saranno trasmesse solo in digitale.
cosa c’è in tv Ma perché questa rivoluzione tecnologica che per molti utenti si tradurrà solo in spese e problemi aggiuntivi? I fautori dell’innovazione non hanno dubbi nell’enumerare i vantaggi: presto tutti potranno godere di immagini nitide come quelle del dvd, l’offerta di canali diventerà più ricca, con nuove serie, molta più informazione, l’accesso ai canali stranieri di news. Ma c’è anche qualcuno che vede nero in questa transizione. E ricorda il caso della Sardegna. La prima regione a “subire” il passaggio (il 31 ottobre 2008) ha dovuto sopportare per molto tempo diversi disagi e ancora due mesi dopo lo switch-off c’era un 2-3 per cento degli abitanti che vedevano la Tv a singhiozzo, se riuscivano a vederla. Il problema, in quel caso, era la non perfetta copertura del segnale. E il dubbio che la disavventura possa ripetersi è alta tra le associazioni dei consumatori. La certezza, invece, è che per tutti i telespettatori interessati dal trasloco ci sarà da mettere mano al portafogli. Innanzitutto per coloro che non lo hanno già sarà necessaria la spesa per l’acquisto di un decoder per il digitale terrestre (non necessario per chi possiede televisori a schermo piatto che lo hanno già integrato). L’esborso minimo, nei casi delle offerte migliori, si può anche limitare a 20/30 euro.
scena muta Ma è davvero poca cosa rispetto a quanto in molti si troveranno a pagare per adeguare le antenne e assicurare un’ottima ricezione al televisore. Eh sì, perché senza un segnale perfetto, il decoder “si blocca” e le trasmissioni non si vedono per nulla. Tanto per capirci, non aspettatevi la tolleranza della Tv analogica che anche con un cattivo segnale faceva vedere le immagini, seppure poco nitide o disturbate. Niente più nebbiolina, niente bande orizzontali: il digitale non ammette errori e, in caso di una ricezione non pulita, ci lascia di fronte a uno schermo nero con la dicitura sconfortante “segnale assente”.
Ecco, dunque, che diventerà inevitabile un ricorso agli antennisti, con tutto ciò che ne consegue. Ben cosciente di questi problemi è la Regione Lazio che, attraverso l’Assessorato alla Tutela dei consumatori, ha promesso un controllo dei prezzi e un accordo con le associazioni di istallatori per assicurare interventi a listini calmierati. E una campagna informativa per impedire che in molti si ritrovino, disperati, di fronte a uno schermo... muto.