Camera caffè
È tra le “droghe” preferite dagli italiani. E tra i protagonisti dei rincari che fanno più notizia. Il caffè è un appuntamento immancabile per molti, protagonista del risveglio e delle rare pause che ci si concede durante la giornata. Ma si può avere un espresso come quello del bar anche a casa, magari dribblando i continui aumenti della tazzina?
in pompa magna Le macchine per l’espresso di piccole dimensioni da tenere in casa potrebbero essere una risposta. A patto di saperle sceglierle e non buttare i soldi in un apparecchio che finirà ben presto in cantina perché scomodo o sovradimensionato rispetto alle nostre esigenze. In ogni caso, il punto fondamentale da tenere in considerazione, il cuore insomma della macchina che stiamo per comprare, è la pompa che mette sotto pressione l’acqua che attraverserà la polvere di caffè. Più la pompa è potente e più il risultato si avvicinerà alla qualità della famosa tazzina del bar. Più trascurabile è, invece, la potenza della resistenza che scalda l’acqua: influisce sui consumi di elettricità, meno sui tempi di riscaldamento che, assicurano gli esperti, per le macchine moderne si assestano sulla manciata di minuti, anche perché a una resistenza modesta corrisponde generalmente un serbatoio più piccolo.
esentazze A fare la differenza di prezzo, poi, sono numerosi dettagli, tra cui la possibilità di preparare due o più caffè contemporaneamente, la presenza di un macinacaffè o di uno scaldatazze. Se, oltre a preparare un espresso, si vuole anche scaldare il latte (magari montando la schiuma classica del cappuccino) o preparare tè e tisane conviene guardare a macchine che abbiano anche una cannuccia per il vapore e l’acqua calda. Se ne trovano efficienti anche in apparecchi relativamente economici. Un po’ meno pratiche, invece, quelle dotate di un serbatoio a parte per il latte che consentirebbe di preparare più facilmente un cappuccino ricco di schiuma. L’optional oltre che di discutibile praticità, difficilmente è in grado di sostituire l’azione della cannuccia che eroga il vapore. Da considerare sono anche i materiali e la fattura, sia per la durata che per la praticità nella pulizia: le macchine economiche hanno molta più plastica, le più costose sono quasi interamente realizzate in acciaio inox. Inutile dire che il secondo materiale, oltre a garantire una maggiore resistenza, è di gran lunga più facile da pulire. Un controllo fondamentale, poi, è quello della visibilità e della capienza del serbatoio dell’acqua. Oltre a essere facilmente visibile (per non correre il rischio di far funzionare la macchina “a secco”) è bene che sia in grado di ospitare una quantità d’acqua che non costringa (magari quando si hanno ospiti a casa e si fa sfoggio del nuovo acquisto) a ricaricare troppe volte allungando i tempi di preparazione.
zona cialda Un’ultima considerazione va al tipo di caffè con cui vanno caricati gli apparecchi per l’espresso: la maggior parte delle macchine funziona con il macinato sfuso, ma le nuove generazioni scelgono sempre più spesso di lavorare esclusivamente con cialde o capsule “proprietarie” ossia di una determinata marca. È il caso delle macchine che hanno scelto di allearsi con Lavazza, Nespresso o Illy, ad esempio. Una volta acquistato un prodotto del genere si sarà costretti a rivolgersi solo alla marca proprietaria per acquistare le ricariche di caffè. Cosa scegliere? Ogni sistema ha dalla sua vantaggi e svantaggi. Il punto a favore di quello a cialde, per esempio, è sicuramente nella sua praticità e nella costanza dei risultati. Non dover dosare il caffè macinato, infatti, da una parte riduce le operazioni di pulizia della macchina (e della cucina), dall’altra evita che ogni tazzina si trasformi in una sorta di incubo (o di miracolo, dipende dai punti di vista e dalla sua riuscita). Al contrario, l’operazione interamente manuale restituisce la magia a un atto come la preparazione del caffè dietro il quale si celano spesso molti segreti e ha dalla sua una maggiore economicità. Cosa fare dunque? Meglio puntare su un modello a macinato sfuso: se poi non si vorrà rinunciare alla praticità delle cialde si potrà sempre acquistare a parte un adattatore, disponibile per quasi tutti i modelli, da applicare al filtro. Senza contare che alcuni apparecchi di fascia medio-alta permettono di usare sia il macinato che le cialde o le capsule, fornendo tutti i tipi di filtri.

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