Carta, penna e...

Ora la batteria si fa con carta e inchiostro.

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Nel laboratorio di Bing Hu, presso la prestigiosa Università di Stanford, negli Stati Uniti, sembra di stare nel laboratorio di James Bond. Il ricercatore tira fuori una penna stilografica, la intinge nell’inchiostro di china e scarabocchia una larga macchia su un foglio. Et voilà, quello che sembra uno scarabocchio è la prima batteria al mondo fatta con carta e inchiostro. Non è uno scherzo, ma un’invenzione che avrà sicuramente risonanza mondiale e che deriva da studi decennali nel campo delle nanotecnologie in una delle più rinomate università americane.

L’inchiostro è, infatti, una sostanza colorata in cui galleggiano nanotubi di carbonio ed elementi di argento, mentre la carta è carta ordinaria, quella che si usa nelle comuni stampanti. La carta si può piegare, sgualcire e strappare o addirittura immergere nell’acido, la batteria funziona lo stesso ed è capace di alimentare i più disparati dispositivi, dal cellulare al computer. Con questo sistema si può pensare persino di pitturare una batteria su un muro intonacato. In realtà il nome di “batteria” è improprio, perché si tratta di un “supercapacitore”.

A differenza della normale batteria può conservare una carica elettrica per un periodo di tempo molto più breve, ma è capace di scaricare elettricità molto più rapidamente. La scoperta, descritta sulla prestigiosa rivista “PNAS”, ha già impressionato tutta la comunità scientifica per la sua efficienza e la sua versatilità.

L’inchiostro di nanotubi è capace di legarsi in modo così stabile al supporto fibroso della carta che può resistere a oltre 40mila cicli di carica e di scarica, meglio di una batteria normale. Inoltre la versatilità del sistema rende la batteria a inchiostro un eccellente sistema di stoccaggio provvisorio di energia, da usare non solo per le attività quotidiane, ma anche per raccogliere l’energia derivata, ad esempio, dai sistemi di produzione eolica familiari, oppure, perché no?, per alimentare qualche diavoleria elettronica proprio come James Bond. La commercializzazione di questo nuovo ritrovato, secondo Bing Hu, è questione di mesi.

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