Casa dolce casa
L’esperienza della cooperativa DAR che trasforma immobili abbandonati in case per immigrati e per chi non ha abbastanza soldi per un mutuo o un affitto.
Analista programmatore in pensione, 74 anni, milanese, Piero Basso è presidente onor a rio e soc io fondatore della cooperativa DAR che in arabo vuol dire casa (www.darcasa.org). Un nome, una missione. «DAR nasce nel 1991, quando a Milano l’arrivo degli immigrati era in forte aumento. C’era il lavoro ma non l’alloggio. La soluzione proposta a quei tempi era quella, allucinante, dei container. Così con un gruppo di amici abbiamo pensato di sistemare immobili abbandonati per affittarli a canoni moderati. Volevamo offrire case magari non definitive, modeste, in periferia ma comunque dignitose. La nostra prima ristrutturazione fu un rudere in provincia di Cremona, dal quale ricavammo due appartamenti».
Da allora di case ne avete rimesse a posto molte altre. «Oggi ne abbiamo 40 di proprietà e 173 in affitto o in comodato da enti pubblici come l’Aler, l’ex Istituto case popolari. Il nostro fiore all’occhiello è uno stabile “multietnico”: 48 appartamenti abitati da gente di ogni continente. Oltre alle case, offre una serie di servizi come l’asilo per i bambini di cui può usufruire tutto il quartiere».
Come vi finanziate? «Con i proventi degli affitti, con il prestito sociale di alcuni soci e con i mutui delle banche. Così riusciamo a mantenere canoni moderati: in media le nostre case costano 54 euro al metro quadro».
Il vostro inquilino tipo? «All’inizio erano tutti immigrati, spesso uomini soli. Oggi contiamo molte famiglie con bambini, per lo più straniere anche se le iscrizioni di soci italiani sono in aumento».
Come si fa a concorrere per uno dei vostri alloggi? «Tra i requisiti essenziali ci sono una soglia bassa di reddito, l’iscrizione alla cooperativa e l’anzianità della domanda».
Un sogno ancora da realizzare? «Crescere ancora di più per rispondere al fabbisogno di chi non riesce a pagare affitti di “mercato”. Ma soprattutto diventare un modello per altre realtà: obiettivo difficile se manca il sostegno degli enti pubblici».












Gran bella cosa, se siete
Gran bella cosa, se siete operativi anche nella zona di roma e Vi serve un fabbro sono disponibile.
Questo è il"governo del fare" altro che b&b e compagni di merende vari!!!!
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