Ci vedo doppio
Single o in coppia? Telescopi al cielo per scoprire che anche le stelle possono avere una compagna. E il numero degli astri si moltiplica.
Chi non ha mai canticchiato l’evergreen di Carosello: “Le stelle sono tante, milioni di milioni“? Sì, ma tante quante? Non possiamo dare una risposta precisa, ma potremmo affermare che sono... quasi il doppio. Osservando il cielo ad occhio nudo riusciamo a identificare un certo numero di stelle, ma con l’aiuto di un telescopio avremmo delle belle sorprese: molti di quei puntini luminosi, che sembravano delle stelle singole, appaiono “sdoppiati”.
una bella coppia Un gran numero di astri sono costituiti, infatti, da coppie di stelle orbitanti intorno a un centro di gravità comune o baricentro. Una delle stelle doppie più note è Albireo, nella costellazione del Cigno. Distante oltre 400 anni luce, la sua particolarità è che la coppia è formata da due stelle di colori contrastanti. Albireo A è una gigante gialla, con una temperatura di circa 4mila gradi, più fredda, ma molto più grande del nostro Sole (la sua massa è almeno 5 volte maggiore). Albireo B è più piccola ma molto più calda, circa 13mila gradi e per questo ha un caratteristico colore blu. Albireo A è a sua volta una stella doppia, ma le due componenti sono troppo vicine e non è possibile distinguerle al telescopio. Non sempre le coppie di stelle hanno una separazione tale da poter essere riconosciute distintamente (binarie visuali). Spesso è necessario ricorrere ad altre tecniche d’osservazione per notare l’esistenza di una stella compagna. Si parla quindi di binarie astrometriche, interferometriche, spettroscopiche, fotometriche. Ad esempio, quest’ultimo caso si riferisce alle binarie ad eclisse: quando una stella nel corso della sua orbita passa davanti all’altra, la eclissa provocando una diminuzione della luminosità totale del sistema. L’esempio più noto è Algol, nella costellazione del Perseo, la cui luminosità diminuisce ogni 69 ore.
parata di stelle Tra le stelle multiple la più famosa è sicuramente Mizar, la seconda del timone del Grande Carro: già ad occhio nudo è possibile distinguere la compagna Alcor. Al telescopio Mizar appare sdoppiata, ma le due stelle in realtà sono a loro volta delle coppie non risolvibili al telescopio (binarie spettroscopiche). Mizar quindi è quadrupla! E non è finita qui: recentemente si è scoperto che anche Alcor è doppia, portando il totale del sistema a 6 stelle. Molte altre sono le stelle celebri che fanno parte di sistemi multipli. Sirio ha una compagna minuscola, difficile da vedere (una “nana bianca”); Epsilon Lyrae, vicino a Vega, è uno stupendo sistema quadruplo; Castore (nei Gemelli) è sestupla. Tornando alla domanda iniziale, in realtà quante sono le stelle? Studi statistici hanno dimostrato che le stelle nane rosse, il tipo più diffuso, sono in gran parte singole (solo il 25 per cento si trovano in sistemi di due o più stelle). La maggior parte delle stelle simili al Sole (circa il 57 per cento) fanno parte, invece, di sistemi multipli; le stelle di grande massa sono più rare, ma almeno il 70 per cento sono multiple. Complessivamente nella nostra galassia circa i due terzi delle stelle sono “single”, mentre almeno un terzo si trova in sistemi stellari multipli. Nel sito dell’Unione Astrofili Italiani, http://divulgazione.uai.it/index.php/Osserviamo_le_stelle_doppie, tante altre curiosità per chi il cielo vuole “vederlo doppio”..
ASTRO DEL CIEL Le stelle del cielo d’estate.
Il cielo estivo ci offre l’opportunità di osservare molte delle stelle multiple. Albireo ed Epsilon Lyrae si trovano, infatti, nelle costellazioni del Cigno e della Lira, che con l’Aquila contengono il celebre “triangolo estivo” ai cui vertici troviamo tre fulgide stelle: Vega, Deneb e Altair. Mizar è osservabile tutto l’anno, a Nord, nell’Orsa Maggiore. Quest’anno, però, gli eventi celesti più interessanti si possono osservare a Sud Ovest, dopo il tramonto. Procedendo dal punto dove è tramontato il Sole e risalendo verso Sud è possibile identificare un corteo di astri luminosi, con una singolare alternanza di stelle e pianeti: Venere, Regolo (nel Leone), Marte, Saturno, Spica (Vergine), Antares (Scorpione). I pianeti si muovono tra le costellazioni creando giorno dopo giorno delle configurazioni sempre più interessanti. A metà luglio la falce di luna crescente sarà protagonista di una serie di congiunzioni con Venere, Marte e Saturno. All’inizio di agosto i tre pianeti, bassi sull’orizzonte occidentale, saranno vicinissimi tra loro. Uno spettacolare triangolo planetario, gustoso preludio in attesa delle “stelle cadenti”, le meteore dello sciame delle Perseidi











