Come vola il calabrone
Questo brano è la parte conclusiva del libro “Come vola il calabrone” a cui Barberini ha lavorato negli ultimi giorni della sua vita. Il libro, con una prefazione di Rita Levi Montalcini, edito da Baldini Castoldi Dalai, è in libreria da questo mese.
« Il messaggio forse più importante delle generazioni adulte a quelle giovani può essere riassunto nelle parole di un poeta giapponese del 17º secolo: “seguite quello in cui abbiamo creduto, ma non seguite le nostre orme“. Vi è un insegnamento lucido e una grande forza morale in quelle parole. La solidarietà tra le persone e tra le diverse generazioni che il movimento cooperativo esprime nel vivo dei processi economici e sociali, poggia su una continuità ideale, ma rifugge dall’idea che esistano le stesse risposte valide in ogni tempo e in ogni situazione.
Le strade da percorrere sono sempre nuove e sempre diverse sono le difficoltà e le scelte con cui ci si deve misurare. La responsabilità dei gruppi dirigenti comprende la promozione a tempo congruo del ricambio generazionale. È un impegno che richiede lo sviluppo di processi di delega, di formazione professionale e di educazione cooperativa all’interno delle imprese e del sistema nel suo complesso. La formazione professionale deve contribuire alla professionalità, promuovere nei fatti le idee e far crescere nei giovani il senso di responsabilità a tutti i livelli. L’educazione deve stimolare la diffusione e l’approfondimento dei valori cooperativi, il senso di appartenenza e comportamenti coerenti. Per diverse organizzazioni cooperative, soprattutto nei paesi anglosassoni, la programmazione del ricambio generazionale è una prassi consolidata. È un modo per evitare bruschi cambiamenti nella composizione dei gruppi dirigenti e i traumi che normalmente ne conseguono.
Per un certo periodo di tempo il presente e il futuro coesistono per dare continuità e vigore a una nuova fase della vita della cooperativa. Compiere questa scelta significa anche affrontare con equilibrio e risolutezza un inevitabile periodo di incertezza e di sperimentazione. L’esperienza è frutto dell’assunzione di responsabilità dirette nel vivo dei problemi gestionali. I dirigenti esperti danno l’assistenza necessaria per limitare il rischio di gravi errori, sulla base di uguali diritti e doveri. Oltre a quelli interni, la cooperazione è chiamata ad affrontare i problemi dei giovani sul piano generale dedicando un’attenzione particolare al malessere che li affligge per una sorta di estraneità al mondo in cui vivono e per la mancanza di un orizzonte di senso aggravata dall’incertezza delle prospettive di lavoro e di vita. Il punto su cui porre l’accento è che ai giovani di oggi non è data l’opportunità di elaborare progetti, di coltivare ideali e poter affermare una loro visione del mondo, non necessariamente in sintonia con l’esistente. È una situazione che determina una perdita secca di risorse vitali per il Paese e un danno forse irrimediabile per il suo futuro. È necessario incoraggiare i giovani ad avere fiducia in se stessi e aiutarli a entrare nel mercato competitivo. L’associazionismo cooperativo può dare un contributo serio a migliorare questo stato di cose. Esso sviluppa un rapporto tra eguali, aiuta a superare le forti barriere che si trovano all’ingresso nel mercato e propone sfide certamente difficili ma degne di essere affrontate e vinte, come testimonia la passione e il lavoro tenace e intelligente di generazioni di cooperatori. In ogni parte del mondo quelle generazioni hanno dimostrato come si può dar vita a un sistema di imprese sane e produttive disponendo di scarsissime risorse ma con una visione lucida e appassionata degli obiettivi da raggiungere. Sono molti gli esempi che testimoniano la capacità di fondere la dimensione ideale e quella materiale, agendo quotidianamente con senso pratico e determinazione.
L’impegno, lo spirito di sacrificio e il disinteresse personale sono stati ricompensati con monete preziose: l’autostima, la libertà di intrapresa, il sentirsi socialmente utili. Nel sentire dei cooperatori vi è la tendenza a conciliare i risultati imprenditoriali con le esigenze dei lavoratori, del contesto sociale locale e globale. Il grande problema della fame nel mondo, della crescente disuguaglianza all’interno delle stesse comunità di appartenenza incontra la responsabilità sociale dei cooperatori e si traduce in diversi casi in efficaci azioni di sostegno. Ed è tutto questo che dà un senso pieno alla vita, la rende degna di essere vissuta ».











