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Con tutte le cure
Da Grosseto a Bimbo, periferia di Bangui nella Repubblica Centrafricana. La storia di una dottoressa che dedica la vita alle donne in diffi coltà e alla cura dei bambini malati, laddove regnano fame, violenza, ingiustizie.
Classe ’51, medico specializzato in parassitologia e malattie infettive, nata in provincia di Grosseto ma cittadina del mondo, P. K. Emiliani da cinque anni è responsabile del Centro clinico presso il Monastero delle Benedettine Celestine a Bimbo, periferia di Bangui nella Repubblica Centrafricana. Com’è arrivata a Bimbo? «Nata in Italia sono cresciuta in Africa dove si è dipanata anche la mia vita professionale: ho gestito progetti di sviluppo sanitario in vari paesi e dopo l’Angola sono approdata nella Repubblica Centrafricana dove donne e bimbi per primi sono vittime di una catena inscindibile di violenze, fame e ingiustizie».
Di cosa si occupa il Centro clinico? «Con la madre priora Suor Assunta abbiamo concentrato i nostri sforzi sulle donne in difficoltà e sui bimbi affetti da anemia falciforme, un’anomalia delle emoglobine invalidante e mortale. Attualmente abbiamo in terapia 243 bambini ai quali garantiamo l’assistenza per il mantenimento in vita». Quali sono i problemi maggiori che incontrate? «Ricevere costantemente i farmaci necessari: pur avendo i soldi, non si riesce a comprare praticamente nulla a causa dei saccheggi sistematici degli stock nonché dei fondi per l’assistenza dei malati poveri da parte dei locali. Spesso sono stanca e mi chiedo se vale la pena trascorrere notti insonni perché nulla cambi». Un inferno nel quale, però, è ancora possibile sognare. «Magari una serie di casette con un pozzo per dare rifugio alle donne e ai loro bimbi che, con la morte dei mariti, sono state spogliate di tutto. Ci vorrebbero almeno 10 alloggi ognuno dei quali costerebbe circa 3.500 euro. Temo che questo sogno resterà nel cassetto». Qual è il bisogno più urgente oggi? «L’adozione a distanza di 6 donne con figli e altrettanti bimbi malati di anemia falciforme: la somma per coprire le spese di cure e analisi costanti è di circa 100 euro per le donne con figli e di 150 per i piccoli. Altra urgenza costante sono volontari disposti a venire a darci una mano: soprattutto medici ematologi, pediatri e di medicina generale, ma anche infermieri soprattutto se in pensione e disposti a fermarsi anche per lunghi periodi».






