Concorrenza leale

Il difficile cammino delle liberalizzazioni nelle parole di Antonio Lirosi, noto come Mister Prezzi.

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Sono rimasti in pochi a parlare di liberalizzazioni. Eppure le “lenzuolate” del ministro Bersani durante la breve stagione del Governo Prodi hanno fatto risparmiare fior di miliardi ai consumatori. Basta pensare all’abolizione dell’odiosa (e costosa) gabella del costo fisso sulle ricariche telefoniche che fruttava ai gestori quasi due miliardi l’anno. Ne parliamo con Antonio Lirosi, da pochi giorni Capo Dipartimento alla Regione Lazio, già dirigente del Ministero dello Sviluppo economico e consigliere per le liberalizzazioni del ministro Bersani che nel 2008 lo nominò garante per la sorveglianza dei prezzi, ribattezzato dai media Mister Prezzi. Insieme al giornalista del Salvagente, Enrico Cinetto, è autore di un libro che racconta i retroscena di chi si oppose (e continua a farlo) alle liberalizzazioni.

Dottor Lirosi, perché ha sentito il bisogno di scrivere questo libro? «Da una parte volevo lasciare una testimonianza sulla vera origine di tutto quel processo di liberalizzazione e semplificazione amministrativa iniziato oltre tre anni fa che ha dato luogo, pur tra molte difficoltà, a significative innovazioni. In secondo luogo desideravo dare un contributo conoscitivo sullo stato di applicazione delle riforme e sui risultati ottenuti, evidenziando anche i problemi».

Uno di questi problemi è che nessuno parla più di liberalizzazioni. «Ritengo che se ci si dimentica, dopo tanta fatica sul piano politico, dei risultati ottenuti che dimostrano che il cambiamento è possibile, si finisce per far prevalere il luogo comune secondo cui nulla può cambiare perché alla fine vincono sempre i poteri forti e le corporazioni. Così non è stato per le due lenzuolate di Bersani che hanno procurato risparmi e nuovi diritti per i consumatori».

Nel suo libro ha fatto un rapporto dettagliato dei vantaggi economici e procedurali di cui tutti abbiamo beneficiato grazie alle cosiddette lenzuolate di Bersani. Quanto abbiamo risparmiato? «Nel libro si parla di liberalizzazioni, ma anche di norme di semplificazione, trasparenza e di promozione della concorrenza come, per esempio, l’eliminazione dei costi di chiusura dei conti correnti bancari, l’eliminazione delle penali nei contratti di mutuo per la prima casa, l’eliminazione del ricorso al notaio per la cancellazione dell’ipoteca immobiliare, la possibilità di autenticare la firma per i passaggi di proprietà degli autoveicoli nelle agenzie di pratiche automobilisti- che fino all’eliminazione dei costi di ricarica per la telefonia mobile. Nel complesso sono stati prodotti benefici traducibili in risparmi per i consumatori pari ad alcuni miliardi di euro. Non solo. La liberalizzazione della vendita dei farmaci da banco, oltre a un’inedita concorrenza sul prezzo dei prodotti con risparmi fino al 20 per cento, ha permesso l’apertura di ben tremila parafarmacie che hanno dato lavoro a circa cinquemila giovani laureati».

Intanto, però, si tenta di ripristinare il monopolio delle farmacie tradizionali. «Ci stanno provando, ma io credo che non ci riusci- ranno».

Ne è sicuro? «Anche se in Italia tutto è possibile, credo che sarà difficile cancellare una liberalizzazione che ha prodotto occupazione, risparmi e nuova imprenditorialità. D’altronde le parafarmacie hanno eroso una quota di mercato assolutamente marginale al settore delle farmacie tradizionali».

Con le assicurazioni, invece, la mezza marcia indietro c’è già stata. Questo significa che alcune lobbies sono troppo forti? «E continueranno ad esserlo se non si fa strada nel nostro paese quella cultura della concorrenza che a parole tutti dicono di volere, ma nei fatti c’è sempre qualcuno che intende far prevalere i propri interessi particolari e le proprie rendite di posizione».

Sembra che con la scusa della crisi si stia cercando di smantel- lare proprio quella cultura della concorrenza di cui lei parla. «Se il Governo Prodi avesse tenuto, ci sarebbe stata una terza e poi forse anche una quarta serie di liberalizzazioni. Due di queste, la liberalizzazione dei servizi pubblici locali e dei carburanti, sono state approvate con la manovra estiva del 2008 dall’attuale Parlamento, ma sul piano sostanziale non è successo nulla, tanto che la riforma dei servizi pubblici locali è stato necessario riscriverla con una serie di norme inserite nel recentissimo decreto legge anti- infrazioni Ue».

Sui mutui, invece, dopo tre interventi legislativi la portabilità gratuita è operativa. «Negli ultimi dodici mesi sono stati, secondo l’ABI, 36mila i beneficiari di questa norma. Forse ci sarebbe stato bisogno di una risposta più pronta da parte del sistema bancario, quando per molte famiglie sono scoppiati gravi problemi, all’inizio della crisi finanziaria mondiale con i tassi d’interesse alle stelle. Invece le banche si sono dimostrate impreparate. Insomma c’è stato un tentativo di disapplicare la riforma. E dopo l’intervento normativo del 2007 verso la fine del Governo Prodi, che ha sancito la gratuità delle operazioni di portabilità per i titolari di mutuo immobiliare, su proposta del Ministro Tremonti, il nuovo Governo ha opportunamente introdotto sanzioni per gli Istituti di credito che ritardano oltre i trenta giorni il perfezionamento della pratica di portabilità».

Guardiamo al futuro. Quale intervento giudica più urgente sul terreno delle liberalizzazioni? «Io credo che sia urgente fare una riforma degli ordini professionali nel senso di riconoscere le professioni non regolamentate, di favorire l’accesso alla professione delle nuove generazioni, di assicurare maggiore trasparenza, nonché di rendere più efficiente ed efficace la funzione di vigilanza affidata agli ordini, il cui ruolo non può essere di natura sindacale ma deve essere orientato agli interessi generali».

E per quanto riguarda i farmaci? «Sui farmaci è necessario estendere la possibilità di vendita anche ai farmaci di fascia C, quelli con obbligo di ricetta che non sono a carico del sistema sanitario, per mettere in concorrenza la distribuzione di quella parte di medicinali che i consumatori pagano di tasca propria».


Enrico Cinotti, Antonio Lirosi - L’ASSEDIO Prefazione Pierluigi Bersani Aliberti Editore, 2009 pp. 153, euro 12,90

L’Assedio racconta il “difficile cammino delle liberalizza- zioni a favore del cittadino-consumatore”. L’hanno scritto Antonio Lirosi, uno dei massimi dirigenti del ministero di Bersani durante il varo delle “lenzuolate”, e Enrico Cinotti, giornalista del Salvagente. Il libro contiene un’appendice che ci aiuta a capire cosa era previsto, qual è lo stato dell’arte e quali problemi rimangono ancora aperti.

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