Cosa farai da grande?

Desideri, aspirazioni, sogni, da piccoli si pensa già a che cosa si farà da grandi. E ai genitori l’arduo mestiere di saper ascoltare e incoraggiare i figli.

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Il pompiere, la maestra, lo spazzino, il pilota, la parrucchiera, il calciatore, la velina. Quante volte capita di sentire dai più piccoli proclami a gran voce su cosa faranno da grandi. Desideri, aspirazioni, sogni, fantasie che a volte compiacciono e a volte spiazzano gli adulti. Ma cosa spinge, oggi come ieri, i bambini a manifestare con tanta convinzione ciò che vogliono diventare in futuro?
una vera vocazione «L’idea di avere un potere, sia anche quello di cucinare per tutti o di pulire le strade – risponde Giovanna Carlo, psicoterapeuta didatta dell’Arpa (Associazione di ricerca psicologica analitica) –. Per definizione i bambini non hanno il potere di decidere: proiettarsi in un ruolo adulto significa diventare capaci di esercitare un’autorità». Il vigile del fuoco che doma le fiamme con l’acqua, la maestra che possiede il sapere e decide quando bisogna studiare e quando giocare, il macchinista che guida un treno, il poliziotto che fa rispettare la legge. Ma anche la truccatrice, il panettiere o il falegname: «Una grande attrazione la esercitano anche tutti quei lavori che hanno a che fare con la materia e la trasformazione. Attività che agli occhi dei bambini sembrano quasi delle magie», precisa l’esperta. Mestieri e professioni che affollano il loro immaginario capace tuttavia di cambiare prospettiva da un giorno all’altro. Per questo certi propositi non vanno presi troppo sul serio, con l’avvertenza, però, di distinguerli da quelle che sono vere e proprie passioni: «Ciò che, infatti, va sicuramente assecondato è la capacità dei figli di coltivare un interesse fino in fondo, fosse anche il più bizzarro» spiega Carlo.
i sogni son desideri Valutare la costanza e lo spirito di sacrificio dei propri figli per raggiungere un obiettivo è dunque fondamentale per non confondere uno slancio passeggero con un desiderio reale. Dal sogno della bambina di diventare prima ballerina alla Scala a quello del maschietto che fantastica di partecipare ai Mondiali di calcio con la maglia della Nazionale, l’importante è comunque spiegare e ribadire che per ottenere certi risultati bisogna impegnarsi a fondo. «Spesso, invece, la televisione dà un’impressione diversa, assecondando la fantasia che si possa raggiungere il successo rapidamente, magari con un colpo di fortuna» avverte la psicoterapeuta. Mantenere i piedi per terra tuttavia non vuol dire sminuire o ridicolizzare le legittime aspirazioni dei figli: «Ridere della bambina cicciottella che vuol fare la ballerina o canzonare il ragazzino poco dotato in matematica che si immagina futuro ingegnere – sottolinea Carlo – equivale ad una svalutazione sotterranea che non favorisce certo l’autostima dei bambini». Sempre in bilico tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, i genitori possono trovare una valida strada nell’ascolto dei propri figli.
Tenere le orecchie aperte prestando attenzione a quello che i bambini dicono, cercando di non giudicare e ponendo delle domande il più possibile neutre è il test migliore per capire ciò che desiderano davvero.

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