Così è la vita

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Vorrei raccontare due piccoli episodi che danno due misure opposte della vita. Sono stata in Turchia, in barca con molti amici, da Rodi ad Antalya. Un viaggio pieno di bellezza, di suggestioni, di emozioni. La natura è straordinariamente immutata, si presenta dolce e forte come ai viaggiatori greci che si stanziarono creando colonie, e poi ai Romani che ne fecero città e porti di grande importanza strategica e mercantile sopravvissute fino ai Bizantini. Una natura forte, serena, faraglioni, colline con alberi bassi, radicati con l’energia di chi vuole vivere a dispetto di venti e temperature cruenti su un mare turchese, verde, azzurro, dove le tartarughe fanno capolino per prendere aria e non temono gli uomini curiosi. E poi i siti archeologici, dai Siri ai Romani. Il mio piacere era che i teatri sono sopravvissuti a tutte le devastazioni. La cultura e l’arte in qualche modo hanno vinto. Ebbene, in questo paradiso in cui ci si riappropria del silenzio, del calore dei suoni, delle voci, delle conversazioni a basso volume, una sera incantata piena di stelle, all’improvviso un’esplosione rock, discomusic e voci urlanti da una barca vicina. Possibile mai tanta inciviltà? Intorno alle 23.30 non c’è stato modo di interrompere questa violenza insopportabile. Chi erano i barbari in questione? Dei giovani italiani, purtroppo, ubriachi e forse peggio. Ci siamo sentiti veramente male, non solo perché l’orrore veniva da connazionali, ma anche perché si toccava con mano il danno profondo di un modello devastante che ormai dalla Svezia alla Cina, dall’Ohio a Calcutta ha deformato profondamente gli esseri umani.

Però, tornata a Roma, salita su un taxi, trovo un giovane autista, un po’ tatuato, rasato, dal look (come si dice oggi) aggressivo. Parlando del più e del meno, scopro una persona bellissima. Questo ragazzo di 28 anni, con una bambina di sei, mi racconta che è stato in coma, che sua moglie ha sostenuto il peso del dramma e della bambina piccola con una forza commovente e che quello che ha imparato è semplice e fondamentale: non c’è denaro che valga l’amore e la generosità.

La vita è tutta qui.

PAROLE CHIAVE: umanità rispetto