Crimini e misfatti

Con una doppia azione – al porto di Ravenna e alla stazione metro Colosseo di Roma – gli attivisti di Greenpeace hanno denunciato un crimine forestale.

Crimini e misfatti

È una storia di scandali e ingiustizie. Al porto di Ravenna arriva un carico di legname sporco di sangue: Azobè tagliato illegalmente in Liberia. La maggior parte del carico viene acquistato dall’azienda Interwood srl, che vince un appalto di 720mila euro con MeT.Ro Roma SpA, l’azienda responsabile della gestione e dell’ampliamento della metropolitana di Roma. Questo legname rischia, quindi, di finire sui binari della metro.
Greenpeace entra in azione. A Roma alla stazione metro del Colosseo, climbers e attivisti srotolano un enorme striscione con il messaggio “African forest destruction sponsored by Metro”, informando i cittadini del rischio che, per i lavori di ristrutturazione e ampliamento della metropolitana, si usi questo legno incriminato.
Nel frattempo, al porto di Ravenna gli attivisti si incatenano ai tronchi, marchiando il legname con il timbro “forest crime” e chiedono l’intervento del Corpo Forestale dello Stato e dell’ente certificatore FSC. L’utilizzo di legname di provenienza illegale per il trasporto pubblico mette chiaramente in discussione anche gli impegni assunti dal Comune di Roma in quanto “Città amica delle Foreste”.
Greenpeace ha chiesto a MeT.Ro SpA di impegnarsi a riformulare il bando vinto da Interwood e dimostrare inequivocabilmente che il legno illegale arrivato a Ravenna non verrà utilizzato. Dopo il blitz, il Corpo forestale dello Stato ha accolto formalmente le accuse di Greenpeace, impegnandosi a presentarle alla Procura generale della Repubblica. Met.Ro SpA ha aperto un canale diretto di comunicazione, garantendo di prendere atto delle accuse formulate nel rapporto di Greenpeace “Anatomia di un crimine” e mostrandosi disponibile a definire i parametri più opportuni per l’acquisto del legname in questione (http://www.greenpeace.it/deforestazionezero/)
Maria Carla Giugliano, Ufficio Stampa Greenpeace