Cuore matto
Come riconoscerle, come prevenirle, come curarle. Le aritmie, quando il battito cardiaco diventa anomalo
Gli antichi medici Ippocrate e Galeno lo chiamavano “il messaggero che non sbaglia mai†e del cuore avevano intuito ritmi e capricci. Da sempre considerato molto più di un organo, il cuore è il centro ideale delle emozioni, dei sentimenti che si snodano al ritmo delle sue pulsazioni. E in effetti le pulsazioni cardiache si adattano agli stati emozionali, rallentano durante il relax, aumentano durante l’ansia, quando proviamo amore o rabbia.
«Le cellule del cuore sono estremamente sensibili alle molecole che mediano l’eccitazione, come l’adrenalina – spiega Maria Grazia Bongiorni, direttore dell’Unità di Cardiologia 2 dell’Ospedale Santa Chiara di Pisa –: basta pensare alla tachicardia che si scatena per una forte emozione o per la paura. Sono reazioni fisiologiche, cioè normali». Ma se all’interno del tessuto cardiaco si annida qualche cellula più sensibile, anche il forte stress da eccitazione può innescare un battito anomalo, la cosiddetta “aritmiaâ€.
battito animale Lo stress è additato oggi come uno dei fattori che possono, con questo meccanismo, innescare un problema cardiaco, ma sarebbe riduttivo ricondurre a questo le origini di un disturbo così complesso. «Le cause possono essere molteplici – sottolinea Bongiorni –. A volte sono semplicemente genetiche, si eredita cioè dai genitori una particolare propensione ai disturbi del ritmo, in altri casi questi problemi cardiaci sono la manifestazione di varie patologie, come l’ipertiroidismo, oppure conseguenza di diabete, ipertensione o infarti che possono lasciare sul cuore cicatrici che funzionano come focolai». In effetti il battito cardiaco è una delle funzioni più delicate e affascinanti del corpo umano e molti fattori possono interferire nel modo in cui si genera e propaga.
Non è il cervello a dire al cuore di battere, l’impulso nasce da solo all’interno di una piccola area del cuore denominata nodo del seno che si trova nell’atrio.
Questo è il pace-maker naturale del cuore, quello che segna il passo di ogni pulsazione di questo muscolo, diverso da qualsiasi altro. Dal nodo seno atriale, la contrazione si propaga al resto dell’organo come un’onda ben ordinata, viaggiando attraverso una serie di vie preferenziali di fasci e “cancelliâ€. Poi, giunto ai ventricoli, l’impulso dovrebbe estinguersi. Se questo non succede, il cuore viene percorso da più impulsi sovrapposti e comincia a battere freneticamente, ma con poca forza svolgendo in modo inefficiente la sua funzione di pompare il sangue in circolo.
senso del ritmo Vi sono molti disturbi della contrazione cardiaca, ma la più comune forma di aritmia è senza dubbio la “fibrillazione atrialeâ€, che affligge in Italia ben 500mila persone con 60mila nuovi casi ogni anno. Questo tipo di aritmia, da sola, rappresenta quasi la metà delle aritmie diagnosticate nei pazienti sopra i 65 anni. «Oggi per la maggior parte delle aritmie, oltre al trattamento farmacologico, l’intervento ottimale è quello chirurgico – riprende Bongiorni –. Si effettua un’ablazione cioè si introducono dei cateteri inserendoli in alcune vene principali per arrivare fino al cuore. Qui si elimina, con una sonda che emette una particolare radiofrequenza, il gruppetto di cellule che scatenano l’aritmia». Per molti pazienti questa può essere una soluzione definitiva; invece nei casi in cui il cuore rimane a rischio di generare nuove aritmie potenzialmente mortali, viene impiantato un defibrillatore, un microscopico apparecchio capace di intervenire automaticamente e ripristinare il battito regolare se dovesse presentarsi una grave anomalia del ritmo.
Ma non tutte le aritmie possono essere risolte con la chirurgia. Alcune sindromi, come quella del QT lungo, non nascono da un gruppetto di cellule impazzite, ma da un’anomalia delle membrane cellulari del cuore che conducono elettricità (i difetti delle pompe ioniche, ndr). «Il fattore più importante in questi casi è la diagnosi precoce – raccomanda Bongiorni – dato che si possono scorgere queste anomalie nell’elettrocardiogramma fin dai primi anni di vita».
le voci di dentro Ma è possibile fare prevenzione? «Per le malattie genetiche purtroppo no, ma per altre forme certamente si può e la prevenzione passa attraverso la conservazione di una buona salute del cuore – risponde Bongiorni –: evitare l’obesità , il fumo, l’ipertensione, il diabete perché un cuore sano e non danneggiato non è incline a generare problemi di ritmo». Ancora le vecchie regole di corretta alimentazione, vita sana e poco stress in attesa di ulteriori progressi della medicina, che già ha fatto passi da gigante. «Fino a qualche anno fa, quando si eseguiva una terapia ablativa, per muoversi all’interno del cuore con i cateteri si doveva ricorrere al suo mappaggio con la fluoroscopia, un’analisi che utilizza radiazioni – afferma Bongiorni –.
Oggi si usano sistemi di mappaggio elettroanatomico, una sorta di GPS che orienta il chirurgo all’interno del cuore. Con questi nuovi sistemi si possono addirittura importare la mappe anatomiche del cuore del paziente effettuate attraverso la risonanza magnetica e navigarvi all’interno in tempo reale».
E ormai in alcuni ospedali italiani le mani del chirurgo sono già state sostituite da quelle di un robot, che può manovrare i minuscoli cateteri con una precisione maggiore di quella dell’uomo. È davvero difficile immaginare quali altri progressi riserverà la tecnologia in campo medico.
â– IN FIBRILLAZIONE
> 500mila persone in Italia affette da fibrillazione atriale.
> 60mila nuovi casi diagnosticati ogni anno.
> Circa l’1 per cento della popolazione sviluppa con l’età una fibrillazione striale. La frequenza aumenta con l’età : dallo 0,5 per cento in chi ha meno di 55 anni fino al 17,8 per cento nei pazienti sopra gli 80 anni.
> Durante la fibrillazione striale la funzionalità del cuore si riduce del 30 per cento.
> Gli uomini hanno un rischio quasi doppio delle donne.
> Nel 2050 si stima che il numero delle persone affette raddoppi a causa dell’invecchiamento della popolazione.
Info www.salus.it/az/aritmia.asp
Ospedale Santa Chiara, Unità di Cardiologia 2 Pisa, via Roma, 67 - tel. 050992111











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