D'altronde
Fino a qualche tempo fa erano guardati con sospetto e subivano l’accusa, infondata ma infamante, di emettere onde cancerogene per gli utilizzatori. Oggi, oltre a essere diventati di casa per chi deve fare i conti con i tempi sempre più frenetici di vita quotidiana, sono entrati anche ufficialmente nelle grazie dei nutrizionisti. Non solo gli alimenti cotti al microonde non sono dannosi, spiegano gli esperti di mezzo mondo, ma a volte conservano persino meglio le proprie virtù. A consacrare questo tipo di cottura, tanto per fare uno tra gli esempi più eclatanti, uno studio recente dei ricercatori spagnoli dell’Università di Murcia pubblicato sul “Journal of food science”. Gli studiosi hanno preso campioni di 20 tipologie tra verdure e ortaggi e li hanno sottoposti a sei modalità di cottura diversa, bollitura, cottura a pressione, in forno, in microonde, alla piastra e frittura.
L’attività antiossidante di ciascuna pietanza è stata testata in laboratorio ed è stata poi messa a confronto per ogni verdura, con l’attività del campione “crudo”, precedentemente osservata. E in moltissimi casi la superiorità delle verdure cotte a microonde era lampante. Restando in Italia, anche l’Inran, l’Istituto italiano di ricerca per gli alimenti e la nutrizione, consiglia nelle sue linee guida la cottura al microonde o al vapore, per cucinare magro. E i dubbi sulla presunta pericolosità delle onde elettromagnetiche?
onda d’urto Sono proprio le microonde che consentono di cuocere il cibo così velocemente, provocando una vibrazione nelle molecole dell’alimento che emette calore e le fa “cuocere” più velocemente. In questo modo l’alta temperatura parte dal cuore dell’alimento, senza dover “perdere il tempo” per arrivarci dall’esterno. Queste onde non risultano pericolose per chi è nei pressi del forno, (gli apparecchi sono collaudati in tal senso e hanno marchi che lo provano) né tantomeno per chi ingerisce il cibo. Al contrario il fatto che la cottura sia breve e la parte esterna del cibo meno esposta di quanto non lo sia in un forno comune, evita il formarsi della crosticina esterna, che in più di un caso è considerata cancerogena. Non c’è da stupirsi, dunque, che il mercato dei forni a microonde sia di anno in anno più florido. I consumatori hanno a disposizione un numero enorme di modelli, sempre più potenti e accessoriati. E sempre più costosi. Per questo nell’avvicinarsi a un acquisto del genere è bene avere le idee molto chiare sulle proprie esigenze e su cosa si può controllare per non rimanere... scottati.
all’interno Punto di partenza obbligato è la dimensione dell’elettrodomestico. Attenzione, non quelle esterne, pur importanti per piazzare l’apparecchio nelle nostre cucine sempre più gremite di elettromestici e povere di spazio. Parliamo delle dimensioni davvero utili del forno, per nulla facili da giudicare da un semplice esame esterno. A parità di ingombro, infatti, non è raro imbattersi in modelli dalle capacità interne nettamente differenti. Controllate quelle dichiarate dai produttori (generalmente in litri) e fate un po’ di tara, visto che le case sono sempre molto generose nelle loro dichiarazioni. In ogni caso, prima dell’acquisto è bene verificare con “mano”, aprendo lo sportello e guardando all’interno.
Seconda valutazione di rigore è sulla potenza del microonde. Prima di risolversi verso un prodotto piuttosto che un altro, però, è opportuno fermarsi a riflettere sull’uso che ne faremo. Se si intende utilizzare anche il grill per dorare gli alimenti (e dunque si sfrutta il microonde anche per cucinare e non solo per scongelare o cuocere le verdure) si dovrà optare per un modello non inferiore ai 1.100 Watt, tenendo conto che il grill ha bisogno di maggior potenza. Nel caso di un utilizzo “basic”, invece, ci si può accontentare di un apparecchio da 800 watt senza grandi problemi.
fuori programma Ci si può consentire qualche distrazione in più, invece, nel passare in rassegna i programmi automatici che molti modelli reclamizzano. Presentati come scelte facili e pratiche per l’utente, queste impostazioni dovrebbero consentire di selezionare in maniera semplice la cottura di un determinato cibo (c’è il pulsante “pizza“, quello “cibo croccante”, perfino quello “pesce”) e di starsene comodamente in attesa senza paura di sbagliare. In realtà di queste opzioni si può tranquillamente fare a meno risparmiando un po’ sull’acquisto: basta dotarsi di un manuale per la cottura a microonde e, di volta in volta, impostare manualmente la potenza e il tempo di cottura. Utili, ma solo a chi deciderà di sfruttare il microonde come se fosse un forno convenzionale e, dunque, ha voglia di investirci una cifra simile, sono le funzioni più tipiche degli apparecchi di alta fascia, come la ventilazione. Altrettanto giustificato può essere un supplemento di spesa per un forno con le pareti in ceramica smaltata: questi rivestimenti, infatti, hanno la capacità di assicurare una buona cottura agli alimenti e il grande pregio di farsi pulire molto facilmente.
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