Delitto e castigo

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Lo devo confessare, sono allergico a indulti, indultini e affini. Quando due anni fa è stato fatto l’indulto dall’80 per cento del Parlamento, ma con la volontà politica del Governo e dell’opposizione di allora, ero – e sono ancora – contrario. Lo aveva chiesto il Papa, ma non tutte le richieste vanno accolte. E se si accolgono, vanno preparate meglio. Ve lo dice un cattolico. Ci avevano detto che le carceri erano piene e che era necessario farlo. Bene. Passati due anni le carceri sono di nuovo piene. Allora cosa si fa? Ogni due anni si svuotano le carceri con qualche provvedimento?

Dai giornali apprendo che l’attuale Governo pensa di alleggerire di 7mila unità i penitenziari nel seguente modo: 4mila stranieri verranno rispediti nel loro paese e a 3mila italiani verrà messo il braccialetto elettronico. Ovviamente i reati di quest’ultimi non devono rientrare in quei casi che destano allarme sociale. A questo punto la mia tranquillità viene meno. Innanzitutto dubito che i 4mila stranieri vengano ripresi dai loro paesi; inoltre occorre riflettere sul fatto che oggi è difficile finire in carcere se non per reati seri che hanno destato allarme sociale.

Quanto al braccialetto – al quale di per sé non sono contrario – dovrebbe essere utilizzato solo come una pena accessoria aggiuntiva al carcere. Tanto per fare un esempio: a chi ha violentato una donna o un bambino dopo aver scontato la pena metto il braccialetto per un certo numero di anni in modo da controllare gli spostamenti. Se il braccialetto elettronico è destinato a sostituire la pena mi immagino già il criminale che delinque e rimane comunque libero e condizionato ma fuori dal carcere. Altro che pena certa.

A questo punto non può che sorgere la solita domanda spontanea sul cosa fare. Innanzitutto costruire nuove carceri utilizzando i detenuti; approntare delle pene sostitutive che mirino effettivamente al recupero per quei carcerati che possono essere reinseriti nella società.

Ma mi raccomando niente indulti, indultini e affini. Non servono ai cittadini e nemmeno ai carcerati. E soprattutto i braccialetti (non quelli elettronici) regaliamoli alle nostre donne o ai nostri uomini a seconda dei gusti.

PAROLE CHIAVE: sicurezza legalità indulto