Di buon gusto

Guai a chiamarli gourmet, i “foodie” o buongustai sono in maggioranza uomini.

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In Italia sono 4 milioni e mezzo e aumentano al ritmo di circa 250mila l’anno (secondo un’indagine dell’Istituto di ricerca GPF), amano la buona tavola, frequentano le botteghe del gusto, vogliono conoscere l’origine dei piatti, viaggiano spesso alla scoperta di prodotti tipici. Amanti della tradizione, sono comunque curiosi delle novità e del cibo etnico, frequentano i blog culinari e vanno su internet a caccia di ristoranti e ricette, leggono riviste di settore, dispensano consigli enogastronomici agli amici. E quando fanno acquisti nella Grande Distribuzione si concentrano sulla freschezza e sulla genuinità dei prodotti.
Guai a chiamarli gourmet, i “foodie” o buongustai sono in maggioranza uomini, tra i 25 e i 54 anni, vivono nel Nord Italia, hanno un reddito medio-alto e titolo di studio superiore, interessati all’arte e alla letteratura, sensibili ai temi sociali, quasi mai a dieta – delle calorie non fanno la conta –, ma attenti alla forma fisica sì. Per il 69,4 per cento dei foodie la buona tavola è “un piacere da condividere con gli altri”, a cominciare dall’aperitivo, purché all’italiana, con buon vino, birra o spumante, formaggi e salumi. Allora consumatori del Terzo Millennio pronti a godere delle festività natalizie?