Divieto di eccesso

Dal primo gennaio alla Coop bisogna avere almeno diciotto anni per portare a casa una bottiglia di vino o di birra. Per non parlare dei superalcolici. Una grande iniziativa di Coop sul grave problema della diffusione dell’alcol fra gli adolescenti e i giovanissimi

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La legge consente la somministrazione di alcolici a partire da 16 anni. Ma nessun divieto di vendita! Invece alla Coop, dal primo gennaio, per acquistare una qualunque bevanda alcolica che abbia più di 1,2 gradi bisogna avere almeno 18 anni. «È una scelta che abbiamo deciso di assumere autonomamente per portare all’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni un problema sociale e sanitario che ci riguarda tutti, come operatori economici e come genitori – dice Maurizio Zucchi, direttore qualità di Coop Italia. Come successo in diversi casi ci auguriamo che l’iniziativa di Coop sia seguita da altri. E se verrà anche una legge dello Stato ancora meglio».

Intanto Coop la legge la impone all’interno dei suoi mille e passa punti vendita, dai mega ipermercati ai supermercati, fino ai più piccoli negozi di quartiere. «È una decisione che non si limita alla rinuncia della vendita – continua Zucchi –. Ad essa affiancheremo iniziative di informazione e di sensibilizzazione dei giovani e degli adulti al problema dell’alcol per fare in modo che una delle piaghe più dolorose del nostro tempo possa essere combattuta più efficacemente e sconfitta».

abusi e consumi In verità la Coop alcune esperienze contro il consumo di alcol fra i giovani e i giovanissimi le ha realizzate da tempo. Coop Veneto aveva già applicato nei suoi negozi il divieto di vendita ai minori di 18 anni, Coop Adriatica ha iniziato a farlo dall’ipermercato di Schio e Unicoop Tirreno ha prima vietato la vendita nei 5 negozi di Livorno ai minori di 16 anni d’accordo con la prefettura, poi ha coinvolto nell’iniziativa altri 7 negozi della provincia e infine ha promosso una capillare attività di sensibilizzazione a Viareggio.
Ora però, tutte insieme, le cooperative hanno alzato l’asticella e sviluppato in una precisa politica commerciale queste importanti esperienze pilota. Il consumo di alcol in Italia ha subito negli ultimi decenni un generale livellamento verso il basso. Non siamo più ai 13,9 litri di alcol puro procapite del 1980, e nemmeno ai 9,8 litri del 1990. Ora siamo attestati su volumi intorno ai 7 litri.
Ma a fronte di questa riduzione dei consumi dovuta anche ai mutati stili di vita, tutte le statistiche registrano un aumento preoccupante del consumo di alcolici fra i giovani e i giovanissimi. Se analizziamo gli ultimi dati disponibili diffusi dall’Istituto Superiore di Sanità sul consumo di alcol c’è da rimanere sconcertati nell’apprendere che, tra i ragazzi fra gli 11 e 15 anni, uno su cinque è a rischio. Salendo di un gradino sulla scala dell’età, tra i 16-17enni il 14 per cento beve secondo modalità e abitudini giudicate rischiose. Ma sono le ragazzine al di sotto dei 15 anni che, sorprendentemente, con una quota del 16,8 per cento superano abbondantemente il valore della media nazionale delle consumatrici a rischio fermo al 7,8 per cento. Se osserviamo il trend dei consumi di alcol fuori pasto nella fascia d’età compresa fra i 14 e i 17 anni, notiamo un aumento costante che è salito gradualmente dal 12,6 del 1998 al 20,5 del 2006. lo spirito della legge Sono almeno dieci anni che, all’interno del Piano Sanitario Nazionale (PSN), la riduzione del consumo di alcol è stata assunta quale specifico obiettivo da conseguire tramite un insieme di azioni finalizzate alla promozione di stili di vita più salutari.

Cinque anni fa è stata lanciata la battaglia contro il consumo di alcol anche in Italia tra i più giovani in linea con le raccomandazioni UE in materia di consumo di bevande alcoliche da parte di bambini e adolescenti. Nel piano nazionale su alcol e salute si fa esplicita richiesta di una maggiore responsabilità del mondo della produzione e distribuzione alla collaborazione nei programmi di prevenzione dei danni alcol correlati. Ma la legge italiana in materia è tra le più arretrate e contraddittorie d’Europa. «Mentre l’articolo 689 del Codice penale prevede il divieto di somministrazione di bevande alcoliche nei locali ai minori di 16 anni e agli alcolisti – precisa Zucchi – la legge quadro 125 del 2001 definisce bevanda alcolica ogni prodotto con un contenuto di alcol superiore a 1,2 gradi, ma non prevede alcun divieto per i negozi di vendere bevande alcoliche ai minori». salire di grado E del resto, benché sia invece espressamente vietata la somministrazione di bevande alcoliche ai minorenni nei locali pubblici, il 67 per cento dichiara di riceverle regolarmente. Unica eccezione la provincia di Trento che, autonomamente, nel 2006 ha introdotto nella propria legislazione il divieto di vendita di alcolici ai minori di 16 anni. La zona geografica più a rischio è infatti il centro-nord dove più diffuso è anche il
tragico fenomeno degli incidenti del sabato sera con il suo fardello di
giovanissime vittime. Il Trentino, il Friuli, il Piemonte e l’Emilia
Romagna sono le regioni dove si beve di più, anche tra i giovani,
specialmente fuori pasto. Ma gli uomini bevono molto anche in Val
D’Aosta e Marche. Frequenti sono le ubriacature (binge drinking)
conseguenti all’esagerata assunzione di alcol in una sola occasione
come, per esempio, durante una festa o una serata in discoteca. Questo
comportamento, prevalentemente giovanile, è importato direttamente dai
paesi nordici dove è molto diffuso, ma si sta radicando anche in Italia
e nei paesi dell’area mediterranea. Tra i minori, più di due ragazzini
tra 11 e 15 anni dichiarano di essersi ubriacati almeno una volta
nell’anno. Ma tra i 16-17enni la percentuale sale al 12,1, raggiunge il
massimo tra i 18 e i 19 anni, per poi discendere dopo i 25 anni.
Inutile dire quanto influisca su questi comportamenti la pressione
mediatica e la diffusione attraverso la pubblicità di modelli negativi,
una “pressione pubblicitaria†alla quale prima o poi qualcuno dovrà
porre dei limiti.


ALLA CASSA DELLA COOP
Cliente. Mi hanno mandato i genitori, posso comprare alcolici?
Cassiera. Se sei minorenne non possiamo venderti alcolici, devono venire loro personalmente.
Cl. Ho più di 18 anni ma non ho il documento d’identità con me.
Ca. Ci scusiamo per il disagio, ma se puoi tornare con un documento che lo confermi potrai acquistare alcolici.

Cl. Voi non potete chiedere il documento, non siete pubblici ufficiali.
Ca. I documenti di identità già vengono richiesti per i pagamenti con carta di credito. Ti chiediamo il documento solo per verificare il requisito della maggiore età. Non tratteniamo dati sensibili dal punto di vista della privacy.

Cl. Perché tutti questi problemi? L’alcol non fa male.
Ca. È scientificamente provato che sotto i 16 anni è molto pericoloso e fino alla soglia dei 18 anni l’organismo è a rischio.

Cl. La birra non è una bevanda alcolica, me la dovete far comprare.
Ca. La legge quadro 125 del 30/03/01 definisce bevanda alcolica ogni prodotto che contiene una gradazione superiore a 1,2 gradi.


NIENTE ALCOLICI AI MINORENNI
Dal primo gennaio 2009 niente alcolici ai
minorenni in tutti i punti vendita Coop. La campagna sarà comunicata
ampiamente in modo che tutti i soci e clienti ne siano a conoscenza.
Nel caso un cliente dall’apparente età inferiore a 18 anni si presenti
alla cassa con una qualunque bevanda alcolica, la cassiera richiederà
al ragazzo di esibire la carta di identità o un altro documento valido
che riporti la data di nascita. Se dalla verifica risulta che
effettivamente l’acquirente ha meno di 18 anni, lo si invita a lasciare
il prodotto alla cassa informandolo sui contenuti e le ragioni della
campagna Coop il cui unico scopo è quello di tutelare la salute dei
minori per i quali il consumo di alcool è particolarmente dannoso. Le
Cooperative che hanno già sperimentato questa metodologia di approccio
non hanno mai rilevato nessun problema nei rapporti con i clienti più
giovani. Ma nel caso vi fosse un rifiuto da parte del minore, la
cassiera non potrà far passare il prodotto e avvertirà immediatamente
il responsabile del negozio.

PAROLE CHIAVE: vino valori ragazzi alcool

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