Donne in media
Unicoop Tirreno mette a disposizione dei dipendenti “Nuovi occhi per la Tv”.
Parlare di donne, di immagini femminili che ci raggiungono quotidianamente attraverso la televisione, è un argomento di cui si occupano in molti, dai blog, alla carta stampata, ai critici di settore. Ma c’è una novità: Unicoop Tirreno, prima azienda in Italia, partendo da queste tematiche e dal documentario, divenuto poi anche un libro, di Lorella Zanardo “Il corpo delle donne” (realizzato con Marco Malfi Chindemi e Cesare Cantù), ha deciso di portare il progetto “Nuovi occhi per la Tv” a disposizione delle dipendenti e dei dipendenti per innalzare il livello di consapevolezza su come vengono rappresentate le donne dai media, il tutto in un linguaggio utile per l’azienda stessa.
La Zanardo, consulente organizzativa e docente, ha tenuto in prima persona il corso di formazione volontario per i dipendenti, il cui resoconto è stato presentato il 25 novembre nell’ambito della Giornata Internazionale di lotta alla violenza sulle donne: «Abbiamo incontrato uomini e donne dell’azienda e visto insieme il documentario sull’uso del corpo delle donne, fornendo loro gli strumenti necessari per riuscire a decodificare le immagini e non essere spettatori silenziosi che guardano ma “non vedono”. In aula, sono stati esaminati i programmi televisivi, abbiamo fatto uso del rallenty in situazioni in cui veniva usato il corpo femminile in maniera grottesca e umiliante. Abbiamo sottolineato e cercato di capire come la responsabilità di certe situazioni televisive sia della mano di chi sta alla regia, ed è stato portato a conoscenza dei partecipanti l’esistenza di leggi di tutela e cosa si potrebbe fare per la loro applicazione. Non è che con questo diciamo di non guardare più la televisione, anzi, ma dobbiamo focalizzare la nostra attenzione su quei simboli che spesso danneggiano l’immagine soprattutto delle donne».
Quale significato ha il fatto che anche Coop si occupi di questo argomento? «L’azienda – continua la Zanardo – investe su questi strumenti di formazione per far sì che le persone e i propri dipendenti in particolare siano più consapevoli, al lavoro come nella vita, un po’ come accade per i corsi sull’Educazione al Consumo Consapevole, rivolti alle scuole di ogni ordine e grado, che Coop porta avanti ormai da trenta anni. È importante per questo una “dieta mediatica” poiché l’informazione passa per la maggioranza dei casi dal mezzo televisivo: bisogna rendere consapevoli gli italiani di cosa guardano in Tv e Unicoop Tirreno ha iniziato a farlo a favore dei propri dipendenti. Speriamo sia questo l’inizio di un cammino più lungo».
Con la consapevolezza che anche l’utilizzo dell’immagine femminile può essere a volte una forma di violenza, Unicoop Tirreno ha intrapreso comunque da diverso tempo un percorso strutturato nell’ambito della Responsabilità Sociale d’Impresa contro ogni forma di violenza in ambito lavorativo. «Risale esattamente ad un anno fa – dice Valeria Magrini, responsabile del programma di RSI che comprende le Pari opportunità per tutti – il recepimento del Protocollo d’Intesa per il “Codice antimolestie nella Cooperazione Toscana”, uno strumento che segna un grande passo avanti nelle regole comportamentali nell’ambiente di lavoro. Nel corso del 2010 abbiamo proceduto alla nomina della Consigliera di fiducia, nella persona dell’avv. Laura Parlanti, che assicura alla parte lesa ogni possibile tutela e assitenza, compresa la garanzia della riservatezza, e che si attiva per trovare soluzioni adeguate a riportare serenità nell’ambiente di lavoro. Tutte funzioni che la stessa Consigliera di fiducia ha spiegato in una lettera inviata ai dipendenti di Unicoop Tirreno sempre in occasione della Giornata Internazionale di lotta alla violenza sulle donne».










