E la luna bussò
Manager di successo, romano, 42 anni, padre di tre figli. Quattro anni fa Ugo Bressanello con sua moglie Petra crea la fondazione Domus de Luna Onlus (http://www.domusdeluna.it) che assiste bambini e ragazzi in difficoltà in provincia di Cagliari.
Com’era la tua vita prima di iniziare quest’avventura?
«Divertente e appagante. Professionalmente ero vice presidente di Tiscali, avevo altri importanti incarichi e una bella famiglia. Poi grazie anche all’incontro con la Sardegna, terra di grandi confini e orizzonti che ti costringono a rallentare e a pensare cosa vuoi fare da grande, con mia moglie abbiamo deciso di concretizzare un’idea che ci aveva sempre attirato: fare qualcosa per i bambini più sfortunati».
Nasce così Domus de Luna.
«Era la fine del 2004. Decisi di prendermi un anno da dedicare solo alla Fondazione e lasciai il lavoro. Il 2008 è il mio quarto anno sabbatico».
Cos’è successo in questi quattro anni?
«Abbiamo ristrutturato la Casa delle Stelle, una comunità alloggio per minori. È una struttura di pronto intervento cui fanno seguito case protette e altre forme di assistenza in attesa che i piccoli possano rientrare in famiglia o trovarne una nuova. Nel 2007 poi è cominciato il nostro impegno nelle scuole: contro il bullismo, il razzismo, il disagio dei giovani. I nostri volontari sono presenti anche nel carcere minorile di Quartùcciu: da lì abbiamo organizzato una riuscitissima diretta televisiva su Mtv dal titolo Tutti dentro».
Momenti difficili?
«Scoprire che per alcuni ragazzini l’istituto è ormai la regola. Ma anche i mal di pancia con i quali mi addormento certe sere chiedendomi com’è possibile per alcuni chiudere gli occhi davanti a violenze, abusi e maltrattamenti che vedono nei bambini le loro vittime predilette».
Cosa ti spinge ad andare avanti ogni giorno?
«La consapevolezza di fare la cosa giusta ma anche una buona dose di egoismo perché se riesci a far sorridere un bambino che ha sofferto, il primo a stare bene sei proprio tu».










