Elementare Walton

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150 anni fa lo scozzese Frederick Walton (1833-1928) ha inventato, e brevettato nel 1863, un materiale a base di olio di lino cotto che chiamò linoleum, adatto come rivestimento per pavimenti. L’olio di lino, estratto dai semi della pianta da cui si ricava anche l’importante fibra tessile, è costituito da trigliceridi nei quali la glicerina è combinata chimicamente con gli acidi grassi “insaturi” linoleico e linolenico che possiedono, nelle proprie molecole, rispettivamente due e tre doppi legami.
Gli acidi grassi insaturi hanno un certo valore biologico, ma presentano l’inconveniente che gli atomi di carbonio interessati al doppio legame sono suscettibili di assorbire ossigeno dando luogo a fenomeni di irrancidimento, con comparsa di sapori sgradevoli. Peraltro nell’Ottocento i chimici avevano scoperto che l’ossidazione dei doppi legami degli acidi grassi insaturi poteva essere sfruttato a fini commerciali. Per esempio, l’olio estratto dai semi di lino (che ne contengono circa il 40 per cento) può essere ossidato artificialmente a caldo e si trasforma in un materiale viscoso, l’olio di lino cotto, adatto come veicolo per vernici.
Il linoleum si fabbrica ossidando lentamente l’olio di lino che si trasforma in linossima, il prodotto di ossidazione completa, che viene poi polverizzata e addizionata con “gomme vegetali”; dopo un periodo di riposo, alla miscela vengono aggiunti polvere di sughero o farina di legno e colori inorganici. La pasta di linoleum così ottenuta viene stesa su una tela di iuta sotto pressione e poi lasciata essiccare a varie temperature; quando il linoleum ha raggiunto la solidità e flessibilità volute viene arrotolato in fogli di alcuni millimetri di spessore, larghi in genere due metri e lunghi da 20 a 30 metri.
I rivestimenti di linoleum sono resistenti al fuoco, lavabili, resistenti all’umidità, assorbono il rumore. L’invenzione del linoleum ebbe grande successo commerciale; due decenni dopo la sua invenzione ad opera di Walton, in Inghilterra esistevano già venti fabbriche di linoleum. Le prime applicazioni furono a bordo delle navi perché i pavimenti di linoleum potevano essere facilmente lavati. Ben presto il linoleum entrò nelle case, nelle cucine, nelle scuole, negli ospedali, proprio per le sue caratteristiche di praticità, di lunga durata, di basso costo e anche estetiche perché poteva essere prodotto con vari colori. Il linoleum poteva essere steso sui pavimenti in fogli continui o in forma di piastrelle ottenute dai ritagli dei fogli continui.
Alla fine dell’Ottocento è iniziata anche in Italia la produzione del linoleum in uno stabilimento a Narni, in provincia di Terni. La fabbrica del linoleum ebbe varie vicissitudini, anche per la concorrenza di altri materiali da rivestimento a base di materie plastiche; è così diminuita la richiesta di olio di lino, proprio in un periodo in cui diminuiva anche la richiesta di fibre di lino, con conseguenze negative sull’economia agricola di molti paesi, fra cui l’Italia. In questi ultimi anni c’è una ripresa dell’interesse per il linoleum che, oltre ad essere duraturo e comodo da usare e lavare, è a base di materie naturali, quindi facilmente smaltibile e biodegradabile, e quindi ecologicamente attraente.
Una resurrezione “verde” insomma.

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