Fatti e misfatti
Nell’autunno del 2007 esce il libro Falce e carrello, un astioso libello pieno di livore e di gravi accuse del signor Esselunga, Bernardo Caprotti, contro le Coop. A quelle accuse seguirono delle azioni legali tuttora in corso da parte di Coop sia a livello locale che nazionale. Ma a pochi venne in mente di verificare se gli strali del signor Caprotti avevano un qualche fondamento.
Oggi, a distanza di quasi due anni, un giornalista di Repubblica, Filippo Astone, disegna in Gli affari di famiglia. Fatti e misfatti della nuova generazione di padroni un profilo del capitalismo italiano che ci mostra un sistema economico in declino attraverso le sue figure più fragili: i rampolli delle grandi famiglie imprenditoriali, tutte alle prese col passaggio generazionale dove c’è chi ha distrutto le aziende del padre e rovinato la vita ai dipendenti, chi è sotto inchiesta per aver provocato lo scandalo dei rifiuti a Napoli, chi riceve immeritati compensi pari a decine di milioni di euro, chi si è dedicato anima e corpo a Confindustria. E infine c’è chi è entrato in guerra con il potente genitore che in modo plateale l’ha pubblicamente rinnegato. È il caso, quest’ultimo, di Giuseppe Caprotti e di Roberto Berger, additati al pubblico ludibrio in Falce e carrello il primo, e in Disonora il padre il secondo. Sullo sfondo di queste vicende, Astone ricostruisce e smonta il castello di accuse costruite da Caprotti nei confronti delle Coop.
Filippo Astone
GLI AFFARI DI FAMIGLIA
Fatti e misfatti della nuova generazione di padroni
Longanesi, 2009 pp. 290, euro 18,60











