Fiori nel deserto
Dalle frasi di Sara Rizzo e Chiara Guidoni le emozioni del viaggio di novembre in Burkina Faso. Un paese dove solo la forza delle donne riesce a superare le avversità .
«Di questo viaggio non mi sono sentita protagonista, ma spettatrice: è questo lo spirito con cui sono partita». Sara Rizzo, socia attiva di Colleferro, mette su carta le impressioni al ritorno dal viaggio in Burkina Faso (novembre 2009) nei luoghi del Progetto Matteo. Sara, in particolare, è rimasta colpita dalla forza delle donne «Quelle donne – racconta – che ogni giorno si incamminano con i bambini legati sulla schiena a cercare acqua e cibo per tutta la famiglia. La povertà , la fatica, il caldo si fondono con la fierezza e l’eleganza del loro portamento, delle vesti e delle acconciature.
Le donne del Burkina sono come fiori sbocciati da una terra tanto arida, quanto avara». Dopo un primo giorno nella capitale Ouagadougou la delegazione Unicoop Tirreno ha raggiunto il villaggio di Gorom Gorom, il cuore del Progetto Matteo. «Finalmente ho visto con i miei occhi i pozzi, la sala parto, l’orfanotrofio e l’Hotel delle Dune. Di ogni progetto – conclude la socia – ho apprezzato il rispetto per la cultura e le tradizioni locali, senza contaminazioni occidentali».
A Casa Matteo la delegazione ha assistito alla posa della prima pietra per la costruzione di nuove stanze e all’inizio dei lavori di recinzione esterna. «Di questo viaggio mi hanno colpito la semplicità , naturalezza e velocità con la quale si sono creati legami che rimarranno nel tempo» racconta la dipendente di Unicoop Tirreno Chiara Guidoni riferendosi ai rapporti con il resto del gruppo (le socie Francesca Lopes e Francesca Piacenti, ndr).
La freccia nel cuore di Chiara però è scoccata incrociando gli occhi di Santai, una bambina timida e silenziosa che la ragazza ha tenuto in braccio per lunghe ore durante la permanenza a Casa Matteo. L’esperienza in assoluto più emozionante per tutte loro è stato assistere alla nascita di una bambina alla sala parto di Gorom. La piccola è venuta alla luce assistita dall’ostetrica locale e da Lia Burgalassi (ostetrica e consigliera di amministrazione di Unicoop Tirreno). La zia ha voluto chiamarla Sara, come la socia di Colleferro, e subito dopo il bagnetto l’ha fatta tenere in braccio a quelle nuove amiche italiane che fino a tarda notte avevano atteso il lieto evento fuori, sugli scalini, accanto ai parenti della mamma.










