Forza di carattere

Attrice fin da bambina, donna di carattere, madre che considera “la forza del cuore” – come s’ intitola il suo libro – il motore di ogni scelta. Ritratto di Monica Guerritore, un’affascinante cinquantenne che detesta tutto ciò che è falso, dal corpo al pensiero.

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«Dopo un’intervista con Lilli Gruber a “Otto e mezzo” su La7 mi è stato chiesto dalla Mondadori di scrivere un libro. E così ho immaginato di raccontarmi per la prima volta a cuore aperto, di parlare del mio percorso di attrice e di donna. Non una biografia, ma una chiacchierata sincera con il mio pubblico e soprattutto con me stessa». Chi parla è Monica Guerritore, che nelle pagine di “La forza del cuore. Le sfide della mia vita” narra la storia tenera e intensa di una donna resa attrice quando era ancora una bambina, dall’imprinting del grande Giorgio Strehler che la volle nel ruolo di Anja nel “Giardino dei ciliegi” di Cechov.

Affrontando anche il tema della sua vittoria contro il cancro al seno. E rivelando le scelte che hanno fatto di lei quella che è oggi: una donna serena che ha festeggiato i suoi cinquant’anni con ironia, posando senza veli per “Vanity Fair”. “Ci insegnano la geometria, la geografia, la vita dei pesci negli oceani... non ci dicono assolutamente nulla su come siamo fatti dentro. Hai mai sentito un professore dire, a scuola, a un bambino: “ecco... questo è un sentimento”...

Signora Guerritore perché ha scelto questa frase di Ingmar Bergman come inizio del suo libro? «Perché è attraverso la conoscenza dei sentimenti che si diventa persone. È proprio lì che nasce la “forza del cuore”». La dedica è per le sue figlie, una delle quali, Lucia, sta seguendo le sue orme e quelle del padre (Gabriele Lavia, ndr).

Ma come madre che voto si dà? «Non c’è voto. Voler bene, educare i figli al bello e al rispetto per gli altri è l’impegno costante di tutti i genitori. Difficile nel mondo di oggi, quando il contesto generale disprezza i principi etici. Si rema contro una forza immensa che è ovunque, sui giornali, in televisione. Ovunque».

Ma come è cambiato il suo ruolo di madre oggi che Maria e Lucia sono grandi? «È come prima, non cambia mai. Ieri notte la più piccola, che ha diciotto anni, mi ha svegliata alle 5 del mattino perché aveva la febbre e io (come quando ne aveva 6) mi sono alzata e le ho dato la Tachipirina».

Nel libro ci sono capitoli molto belli come “La vita cambia strada” e “Il coraggio di cambiare”. Ma oggi Monica Guerritore ha ancora voglia di cambiare? «In cammino verso qualcosa che ancora non so... questo è il titolo che do all’immagine che chiude la galleria di fotografie inserite nel mio libro. E io così mi sento. Ecco perché non conservo niente. Non ho fotografie in casa, ricordi. Lascio spazio per quello che deve ancora arrivare».

Quali progetti ci sono nel suo cassetto estivo e quali per un futuro più a lunga scadenza? «Per ora solo le repliche di “Danza di Morte”, lo spettacolo... E poi voglio godermi la mia casa, andare in estate a Forte dei Marmi per stare con i miei amici, fare lunghe passeggiate in bicicletta, leggere».

In casa è una brava organizzatrice o improvvisa la sua vita giorno dopo giorno? «Sono una brava organizzatrice e appena finito di lavorare mi dimentico di tutto. Non so più che mestiere faccio. Adoro stare in casa e mettere a posto gli armadi o aggiustare piccoli guasti, cucinare, invitare gli amici».

Preferisce fare la spesa nei supermercati o nei negozi del quartiere? «In tutti e due, dipende da cosa mi manca a casa».

C’è un piatto che le piace cucinare? «Ce ne sono due: la pasta al forno e quella con le zucchine».

E uno, invece, di cui è golosa? «La pasta alla carbonara».

Segue una dieta particolare? «No. Mangio tutto, mi piace tantissimo stare a tavola a mangiare e a chiacchierare. Sto attenta, mangio meno di quello che vorrei. Ma di tutto!».

Lei ha fatto causa, vincendola, a un settimanale perché ha scritto che aveva subito interventi di chirurgia estetica e ha sempre parlato contro i rifacimenti. Ma qual è, oltre al dono di madre natura, il segreto della sua bellezza? «Detesto tutto ciò che è falso, contraffatto. Dal corpo al pensiero. L’unicità di una persona è proprio nella sua originalità e quella va tutelata se non vogliamo diventare tutte (o tutti) un branco di pecore belanti... Io faccio power yoga, cerco di camminare, sono sportiva da sempre. Cambio spesso le creme. Bevo l’acqua d’argilla e prendo la vitamina E. Mi sento” forte” e da lì viene (credo) la mia bellezza. Nella “forza” che sprigiona energia. Non uno zigomo gonfiato o due labbra a canotto».