Forza lavoro

Nei tempi di una crisi non certo di prossima soluzione e in controtendenza con quel che succede in tante aziende anche della Grande Distribuzione, la Cooperativa mantiene e sviluppa il forte impegno per riaffermare la sua identità verso i 6mila dipendenti. Stabilizzazione dei contratti a tempo determinato, salari giusti e premianti rispetto ai risultati, investimenti nella formazione, nelle pari opportunità e nella comunicazione: sono tutte azioni compiute per valorizzare il lavoro delle persone come fattore determinante per il successo di Unicoop Tirreno.

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«Se confrontiamo la situazione del lavoro in Unicoop Tirreno con quel che sta succedendo all’esterno, nel mercato del lavoro, balza agli occhi fortemente la diversità cooperativa. Calano i consumi, le vendite sono in decremento sia pur leggero, aumenta la concorrenza, ma da noi è lontanissima la pesante situazione di molte aziende per il ricorso alla cassa integrazione e per la perdita di tanti posti di lavoro». I segnali di ripresa economica sono molto incerti, emerge sempre più un serio problema occupazionale e produttivo. Da questi elementi che prefigurano un autunno non certo facile per il mondo del lavoro e anche per i consumatori prende avvio l’intervista al direttore del Personale della Cooperativa Paolo Palmerio.

Cosa succede in Cooperativa sul fronte dell’occupazione? «In Unicoop Tirreno puntiamo a difendere e valorizzare il lavoro delle persone, indispensabili per risolvere i problemi e raggiungere i nostri obiettivi di miglioramento. Dal settembre 2009 abbiamo proceduto alla stabilizzazione di oltre 600 dipendenti con contratto a tempo determinato attraverso la loro assunzione a tempo indeterminato. Questo avviene in tutti i territori di nostra presenza. Inoltre confermiamo la scelta di non utilizzare forme di lavoro per noi sconfinanti nella precarietà, anche se legali. La nostra strategia occupazionale è rivolta alle necessità della Cooperativa e a quelle delle persone che ci lavorano alle quali più che mai chiediamo senso di vicinanza, reciprocità, appartenenza e maggiore impegno per rispondere al meglio alle esigenze dei nostri soci e consumatori».

Valorizzare il lavoro, ma come? «Lo ripeto, il lavoro è un elemento fondamentale della nostra organizzazione. Oltre a garantire sicurezza, stabilità, salari giusti e premianti in base ai risultati, stiamo puntando molto ad assicurare pari opportunità per tutti (in particolare donne e giovani), condizioni di lavoro eque, rispetto della dignità personale (un solo esempio la recente attivazione del codice antimolestie), la valorizzazione delle capacità e la crescita delle professionalità interne».

E per quanto riguarda la formazione? «Per noi quello nella formazione è un investimento necessario anche in tempi di crisi: nel 2010 arriveremo a erogare 56.500 ore di formazione a fronte delle 45mila ore erogate nel 2009. Si tratta della formazione obbligatoria (sicurezza sul lavoro, sicurezza alimentare, privacy ecc.) e di quella professionale (per responsabili di negozio, capi reparto, addetti, staff di rete, progetti specifici per Ipermercati, Divisione Campania e Sede, supporto alla nuova organizzazione commerciale, potenziamento delle Scuole di Mestiere). La valorizzazione delle persone passa inoltre dalle azioni previste sulle politiche retributive, sulla valutazione del potenziale e delle prestazioni, sulla selezione del personale, sulle relazioni sindacali indirizzate alla ricerca di maggiore efficacia e sull’impegno nella Responsabilità Sociale d’Impresa. Non dimentichiamo infine l’impegno per sviluppare ascolto, dialogo e comunicazione con i dipendenti. Puntiamo, infatti, sul coinvolgimento, la partecipazione, la motivazione, il senso di appartenenza e responsabilità e chiediamo ad essi un contributo importante al superamento delle difficoltà e al miglioramento aziendale a tutto vantaggio dei soci e dei consumatori».