Foto ricordo

Dimmi come fotografi e ti dirò chi sei. Anche se con la digitale si diventa un po’ tutti bravi fotografi, non senza qualche piccolo accorgimento.

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Rivivere emozioni, scoperte, divertimenti al ritorno dalle vacanze guardando e riguardando con nostalgia le foto scattate. Istantanee di luoghi, persone, stati d’animo in un racconto per immagini di quello che si è vissuto. «La fotografia è senz’altro un modo semplice e a portata di tutti per fermare nel tempo istanti importanti della propria vita – spiega Davide Sebastian, giovane artista che della fotografia ha fatto la sua professione, di ritorno dalla Fiera d’arte contemporanea di Buenos Aires –. In questo senso ogni foto ha un suo valore e una sua interpretazione legata a chi ha scattato, al soggetto, alla situazione: elementi spontanei che non sono pensati a tavolino.
La foto artistica va, invece, studiata prima, deve avere delle caratteristiche riconoscibili e spesso su sessanta scatti quello buono è uno solo».
scatto matto Una preoccupazione che non appartiene certamente al popolo dei fotografi occasionali, in aumento esponenziale nel periodo estivo. Un fenomeno che si spiega soprattutto con l’avvento delle macchine digitali: semplici da usare e dai costi contenuti, hanno conquistato dai giovani ai meno giovani, dagli storici appassionati della manuale ai neofiti totali. «Il vantaggio principale delle digitali – prosegue Sebastian (http://www.davidesebastian.com) – è quello di scattare con più facilità rispetto alle macchine analogiche che richiedevano un minimo di conoscenza tecnica».
In effetti, con certe digitali lo sforzo è minimo: basta inquadrare, impostare AUTO o – per i più arditi – il simbolino più calzante (l’ombrellone se si è in spiaggia o il pupazzo di neve se si è sugli sci), dare un’occhiata al display e scattare all’impazzata. Il risultato spesso è sorprendente, soprattutto per chi all’epoca dell’analogico è sempre stato etichettato come “quello che non sapeva fare le foto”. Avere eliminato quei terribili controluce senza volto, quelle mostruose decapitazioni di nonne e zie è certo un bel passo avanti, visto che le foto brutte o sbagliate possono essere facilmente, e immediatamente, cancellate.
dritti all’obiettivo «Il passaggio al digitale ha sicuramente aumentato la quantità di scatti tra i quali scegliere, con un bel risparmio economico – concorda Laura Pierangeli, fotografa non professionista che ha fatto del suo hobby una vera e propria passione culturale tanto da esporre 59 i suoi scatti in numerose mostre tematiche come quella sul cibo organizzata alla Fao (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura) a Roma –. Il rischio, però, è quello di fotografare praticamente tutto con il risultato di non immortalare niente o addirittura di perdere di vista il vero senso del viaggio o della vacanza». Una tentazione che si può controllare, utilizzando la digitale come se si avesse in mano ancora l’analogica. «Osservare prima il luogo, i soggetti, i particolari che si vogliono catturare nel display è sempre meglio che scattare tanto per scattare solo perché poi le foto inutili si eliminano» suggerisce Pierangeli.
speriamo che sia femmina Un’indicazione che tuttavia non vale per i fotografi sotto i dodici anni. «I bambini sono gli unici autori di foto incontaminate» riconoscono all’unisono i due esperti. Liberi da qualsiasi condizionamento sia tecnico che legato alla scelta del soggetto, i giovanissimi danno semplicemente sfogo alla loro creatività e spesso i loro click fanno invidia anche ai fotografi più navigati. E se la fotografia “pura” appartiene ai più piccoli, quella più originale di solito è donna. «Nella ricerca del soggetto – ammette Sebastian – spesso la sensibilità femminile è un elemento vincente. Dal contenuto di una foto si capisce quasi subito se l’autore è una donna. Non a caso i fotografi uomini che oggi vanno per la maggiore hanno tutti una spiccata capacità di immedesimarsi nell’universo femminile».

A REGOLA D’ARTEQualche suggerimento per foto d’artista.> Raddoppiare i pixel non garantisce la riuscita degli scatti. Click originali possono arrivare anche con la vecchia Polaroid. Per istantanee divertenti, si possono sperimentare le lomografiche: dotate di lenti colorate, semplici da usare ed economiche hanno, però, la pellicola da sviluppare.> La foto “sbagliata” a volte è più bella di quella senza errori: resistere all’impulso di cancellarla all’istante a volte vale davvero la pena.> No alle “pose”: raramente vengono bene e stressano fotografo e soggetto. Meglio affidarsi alla spontaneità.> Non lasciarsi guidare troppo dalle emozioni del momento: godersi dal vivo un bel panorama è più rilassante che scervellarsi su come inquadrarlo. Per questo esistono i professionisti.> Idem per i monumenti: come souvenir del Colosseo o della Tour Eiffel sarà più adatta una bella cartolina.> Per scatti fantasiosi è sufficiente affidare la macchina fotografica ai propri figli, anche in tenera età. Da quelle “usa e getta” alle digitali più economiche, basta ricordarsi di assicurarle ai piccoli polsi con un cordino.> Puntare sul particolare: il fiore è spesso più interessante dell’intero giardino così come il dettaglio di un palazzo più di tutto l’edificio.> Stampare gli scatti migliori e metterli in un album: le foto sono fatte per essere sfogliate. E se nessuno impazzisce guardando le vostre istantanee delle vacanze, non disperatevi: l’importante è che piacciano a voi, per come sono fatte e per il momento della vita che ricordano...
Benedetta D’Alessandro