Fratello Siloe
Nel futuristico monastero di Siloe una vivace coltivazione di peperoncini impegna la giornata dei monaci benedettini. Biologici, essiccati con metodi naturali e riconosciuti dall’Accademia Italiana del Peperoncino.
Le vie del Signore, si sa, sono infinite. Per esempio in quel lembo ancora selvaggio e scarsamente abitato di Maremma Toscana che dal mare porta verso il Monte Amiata hanno fatto in modo che due realtà come la Coop e un monastero benedettino si incrociassero intorno a un prodotto altrettanto originale: il peperoncino.
Siamo su una dolce collina a Poggi del Sasso, Comune di Cinigiano (GR), dove il vento sibila tra gli ulivi e la vista spazia come da un deltaplano. Qui nel 2005 è sorto il Monastero dell’Incarnazione, una costruzione avveniristica in vetro, legno e pietra, ispirata dai principi dell’architettura biodinamica e circondata da istallazioni d’arte contemporanea, tra cui un olivo centenario, senza vita, nel quale è stata scolpita la figura di Gesù.
Il monastero è animato dalla comunità monastica di Siloe, sei monaci dell’ordine di San Benedetto, la cui giornata è scandita da preghiera, lavoro, studio, accoglienza e ospitalità. Da qualche anno, sotto la guida dell’Accademia Italiana del Peperoncino e dell’agronomo Massimo Biagi dell’Università di Pisa, alle attività dei monaci si è aggiunta la coltivazione di un variopinto campo di peperoncini dove, accanto ai cornetti rossi, fioccano forme e colori vivaci.
Una piantagione curata, anche esteticamente, che svela la laurea in architettura di Fra Roberto responsabile, assieme a Padre Stefano, della piccante produzione. «Quando si parla di peperoncino il pensiero effettivamente va subito alla piccantezza – esordisce il benedettino aggirandosi tra piante multicolor – in realtà ogni tipologia ha il suo aroma, il suo retrogusto». Così si scopre che il peperoncino giallo profuma di frutta mentre quello marrone ricorda la terra umida.
I monaci di Siloe ne coltivano nove specialità di cui Unicoop Tirreno acquista e distribuisce in quattordici supermercati toscani tre tipologie: il “Giallo di Siloe” miscellanea di peperoncini gialli originari di Vietnam e Laos, “Terre d’Oriente” rossi ottenuti da cultivar del Sud-Est asiatico e “Colori di Siloe” di diversi colori e alta piccantezza. Essiccati con un procedimento lento e naturale, certificati biologici e macinati in modo artigianale i peperoncini vengono confezionati in piccoli vasetti di vetro con la scritta Siloe sul coperchio rosso.
Nel periodo natalizio saranno presentati anche in versione pacco dono: due vasetti di peperoncino in compagnia di un prezioso zafferano, anch’esso coltivato al monastero. I peperoncini di Siloe, piantati per passione, sono così divenuti un modo per ricavare fondi e contribuire al completamento della nuova, stupenda ala del monastero. Descrivere a parole questo luogo, che è soprattutto di relazione e di profonda scoperta, non è facile. Forse lo sanno anche i monaci che per presentarlo hanno scelto una frase concisa e perfetta: “Siloe, vieni e vedi”.
Il peperoncino di Siloe si trova nei supermercati di Viareggio, Avenza, Massa, Pietrasanta, Livorno “La Rosa”, Rosignano, Cecina v. Pasubio, Piombino v. Gori e Salivoli, Venturina, Portoferraio, Follonica, Orbetello, Grosseto v. Inghilterra.
Il Monastero accoglie ospiti che desiderano condividere, anche per brevi periodi, la vita semplice ed essenziale dei monaci.
Info: www.monasterodisiloe.it; e-mail: monasterodisiloe@ infinito.it, tel. 0564990415-3479540768











