Gioco di squadra

Un’associazione sportiva dilettantistica e una squadra di rifugiati politici: Liberi Nantes!

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Archeologo mancato, lavoratore flessibile per necessità, 39 anni, romano, Gianluca Di Girolami è il presidente dell’associazione sportiva dilettantistica Liberi Nantes ( http://www.liberinantes.org ) che con l’omonima squadra di calcio partecipa al campionato provinciale romano di terza categoria. Un gruppo speciale a partire dal nome mitologico. «È tratto dal primo libro dell’Eneide perché come i naufraghi troiani fondatori di Roma erano uomini in fuga da guerre e violenze, così i giocatori della Liberi Nantes FC sono tutti rifugiati politici. Migranti per forza, vittime di situazioni drammatiche nei loro paesi e per questo richiedenti asilo politico».
Com’è nato questo progetto? «Con un gruppo di amici tifosi, con i quali avevamo già condiviso la partecipazione ai Mondiali Antirazzisti, poco più di un anno fa abbiamo creato l’ASD “reclutando” i nostri giocatori nei centri di accoglienza della Capitale. Con il sostegno della Fondazione Don Luigi di Liegro, della Uisp di Roma e del Centro Astalli abbiamo formato la squadra e trovato il campo “Fulvio Bernardini” di Pietralata dove allenarci».
Da chi è composta la rosa? «È un gruppo aperto: i giocatori provengono soprattutto da Afghanistan, Irak, Sudan, Guinea, Eritrea, Togo e Repubblica Centrafricana. Differenti per lingua, abitudini e religione in campo riescono a superare ogni barriera».
Come coprite i costi della squadra? «Con l’autotassazione dei soci, piccole sottoscrizioni. Ma le spese sono sempre tante: ad ogni allenamento o gara forniamo i biglietti dell’autobus per andare e tornare dai centri di accoglienza. Solo i trasporti ci costano dai cinque ai seicento euro al mese».
Momenti difficili? «Pianificare l’attività di allenamento. Chiedere a chi ha ben altre priorità, dalla casa a un lavoro dignitoso, di impegnarsi su un campo di calcio non è facile. Ma sono proprio i nostri giocatori i primi a credere in questo progetto: il loro attaccamento alla maglia e la loro disponibilità ci danno la forza di andare avanti».
Di cosa ha urgente bisogno la Liberi Nantes FC? «Uno sponsor, lavoro per i nostri ragazzi, ma soprattutto volontari. Persone che credano che anche attraverso il gioco del calcio si può restituire uno sprazzo di normalità a chi di normale non ha quasi più niente».

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