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Giusto di sale
Nella trinità degli elementi nutritivi per le piante, enne-pi-kappa, azoto, fosforo e, appunto, potassio, il potassio contribuisce alla nutrizione dei vegetali sotto forma di sali solubili nel terreno, soprattutto solfato e nitrato; le piante assorbono il potassio dal terreno, lo incorporano nel proprio organismo e lo trasferiscono agli animali per i quali pure il potassio è un elemento nutritivo essenziale. In natura il ciclo del potassio è abbastanza “chiuso”; più o meno tanto viene portato via dal terreno dalle piante e più o meno la stessa quantità torna nel terreno sotto forma di spoglie dei vegetali e di spoglie e escrementi degli animali; la perdita è costituita dai sali potassici solubili in acqua presenti nel terreno che le acque piovane asportano e trascinano nelle falde sotterranee. La prima fonte di sali potassici applicati al terreno per reintegrare le perdite è stata costituita dalle ceneri delle piante; quando hanno cominciato a scarseggiare i boschi da bruciare sono state cercate altre fonti di sali potassici.
ùIl chimico tedesco Adolf Frank (1834-1916) ha descritto la presenza di sali potassici in depositi salini nella zona di Stassfurt e nel 1861 ha costruito la prima fabbrica di concimi potassici. In natura si trova principalmente il cloruro di potassio da solo (silvite) e in miscela con cloruri e solfati di magnesio. La Germania, con i suoi giacimenti in Bassa Sassonia, Assia e Turingia, è diventata ben presto la principale produttrice di sali potassici in condizioni di monopolio fino ai primi decenni del Novecento. Per liberarsi da tale monopolio gli Stati Uniti hanno cominciato a estrarre sali potassici dal grande lago salato Searles, in California e poi a Carlsbad nel New Mexico da giacimenti di carnallite, cloruro di potassio e magnesio.
Negli anni Trenta è cominciata l’estrazione di sali potassici dalle acque del Mar Morto in Palestina; il Canada e la Russia si sono poi inseriti fra i grandi produttori di sali potassici. Negli anni Venti sono stati scoperti giacimenti di sali potassici in Sicilia, a Pasquasia, ma le miniere sono state chiuse poco dopo; sono state riaperte nel 1959. Dai giacimenti di kainite (cloruro di potassio e solfato di magnesio) veniva ottenuto il pregiato solfato di potassio, la cui produzione è arrivata fra 250 e 300mila tonnellate all’anno negli anni Sessanta e Settanta; le attività sono state chiuse nel 1992 e di recente è stata chiusa anche l’ultima miniera aperta, a Calascibetta. La produzione mondiale di sali potassici negli anni scorsi oscillava fra 25 e 35 milioni di tonnellate all’anno. Il principale produttore mondiale è il Canada, seguito dalla Russia, dalla Bielorussia, dalla Germania, da Israele e Giordania (che si dividono le acque del Mar Morto), e da altri. Nel 2008 l’Italia ha importato circa 200mila t di sali potassici, più o meno la quantità di concimi potassici assorbiti dall’agricoltura. Per alcuni secoli, fino all’invenzione della sintesi dell’acido nitrico ai primi del Novecento, il nitrato di potassio, ottenuto dalle efflorescenze di muri e di speciali cave, le nitriere, è stato usato come ingrediente, insieme a zolfo e polvere di carbone, della polvere da sparo.






