Gomme da cancellare
Con l’inverno alle porte è ora di un pit stop. E, oltre agli inevitabili controlli al motore della propria auto, è il caso di cominciare a pensare alla sostituzione degli pneumatici. Quelli estivi, che ci hanno accompagnato durante la buona stagione, infatti, possono facilmente perdere aderenza in presenza di ghiaccio, neve o anche sotto la pioggia battente. Per viaggiare sicuri e perfino evitare tra qualche tempo di dover montare le catene, è il momento giusto per valutare l’acquisto di un treno di pneumatici termici, ossia di modelli invernali.
strada facendo In Italia, a differenza della Svizzera e della Germania, pneumatici di questo tipo non sono obbligatori ma ciò non toglie che siano altamente consigliabili proprio perché possono risolvere molti problemi a chi vive o si reca spesso in regioni rigide e umide e a chi viaggia molto anche d’inverno. Presenti sul mercato da circa quindici anni, le gomme invernali, da non confondere con quelle chiodate (adatte per la neve) o con quelle tassellate (consigliate sui fuoristrada per fango e neve), costano in media intorno ai 70-80 euro l’una: il 5-10 per cento in più delle gomme estive. Ma per chi è in cerca di risparmio va detto che non mancano neppure i modelli rigenerati, affidabili come i nuovi e a un prezzo decisamente inferiore. Tutte promettono di assicurare una migliore tenuta di strada grazie alla mescola del battistrada, ricca di silice e aggiunta di composti cristallini che consentono alla vettura di “attaccarsi” meglio, di avere cioè maggiore aderenza, su una strada innevata, gelata o molto bagnata. Le proprietà di questa mescola cominciano a manifestarsi a 5 gradi sopra lo zero e aumentano fino a 40 sotto zero. La gomma così si “attacca” al ghiaccio o alla neve, come si “attacca” il nostro dito se lo pigiamo sulla parete ghiacciata del freezer. L’effetto è lo stesso: invece di scivolare, la gomma tiene bene la strada.
promesse mantenute Promesse verificate da molti anni da associazioni di consumatori e di automobilisti (per lo più nel Nord Europa dove questi pneumatici hanno maggiore diffusione), con esiti più che confortanti.
L’Adac – Automobile Club tedesco –, in particolare, da anni testa in laboratorio e su strada i marchi principali di gomme invernali, provandole in differenti condizioni (sull’asciutto, sul bagnato, sulla neve e sul ghiaccio), valutandone anche il grado di usura, il rumore esterno che provocano, il comfort relativo all’assorbimento degli urti e il consumo di carburante provocato dal maggior attrito. Dai risultati di queste pluriennali analisi è interessante notare come la grande maggioranza dei modelli esaminati si comporti abbastanza bene sul ghiaccio e ancor meglio sulla neve. In particolare sul manto bianco, gli pneumatici invernali sostituiscono egregiamente le catene, risultando una valida e molto pratica alternativa.
Il vero punto debole, semmai, per alcuni modelli è la guida su asfalto bagnato. In questo caso le differenze tra uno pneumatico di qualità e uno non proprio performante sono molte. Ma, in ogni caso, anche la gomma peggiore si comporta assai meglio di una estiva, contrastando il fenomeno dell’acquaplaning ovvero la possibilità di perdere aderenza al terreno e scivolare come su una buccia di banana andando dritti incontro al peggio. Naturalmente maggiore è la “presa” dello pneumatico sulla strada, maggiore risulta lo “sforzo” del motore e dunque più elevato è il consumo di benzina. sotto pressione Ma anche in questo caso qualche accortezza può aiutarci a risparmiare. La prima cosa da fare per ridurre i consumi legati all’attrito, è tenere gli pneumatici gonfiati alla giusta pressione: gomme sgonfie, oltre che essere pericolose e usurarsi più velocemente, fanno consumare di più.
Secondo uno studio della Fédération Internationale de l’Automobile di Bridgestone, a una velocità costante di 90 Km/h, una pressione di 1 bar più bassa di quella consigliata nel libretto dell’auto, porta a un incremento nei consumi di carburante compreso tra l’1 e il 3 per cento. Per chi ha a cuore l’ambiente, è bene precisare che questi consumi comportano anche un aumento delle emissioni pari a 200 chilogrammi di CO2 per vettura in un anno. Secondo lo studio, 8 miliardi di litri di carburante ogni anno vanno sprecati in questo modo, producendo 18,4 milioni di tonnellate di emissioni aggiuntive di CO2. Ma i consumi di carburante variano molto anche da modello a modello di gomme. Chi tiene particolarmente a risparmiare carburante può individuare, tra gli pneumatici invernali quelli che puntano sul risparmio di benzina. Tutte le marche più famose, forse anche a seguito del caro-carburante degli ultimi anni, stanno puntando su questi tipi di pneumatico “a basso consumo”. L’unica accortezza è non fermarsi alle dichiarazioni generose delle pubblicità, cercando nei siti o nei dépliant la garanzia di un test certificato

Come si sceglie la gomma giusta? Prima di avventurarsi in sigle e codici è bene ricordare che ogni automobile, come riportato sulla carta di circolazione, deve montare il proprio tipo di pneumatici secondo certe dimensioni prestabilite. E che, se decidete di passare ai modelli termici, è sempre raccomandato l’equipaggiamento con quattro pneumatici. Meglio nessuno piuttosto che soltanto due, perché altrimenti si perde l’omogeneità di comportamento tra asse anteriore e asse posteriore dell’auto. Quando si parla di modelli invernali o particolari, è poi necessario fare chiarezza sulle caratteristiche e le principali indicazioni delle gomme. Innanzitutto partendo dalla sigla, posta sul fianco che ne identifica le caratteristiche peculiari. La marcatura M+S (“MS”, “M/S”, “M-S”, “M&S”) è quella che indica le buone performance sulla neve. In realtà questo tipo di gomma può essere utilizzata anche su altre superfici, visto che è progettata per potenziare l’aderenza al manto stradale quando la temperatura esterna è molto bassa, non solo quando l’asfalto è innevato, ma anche quando è bagnato, asciutto o leggermente ghiacciato. Quanto alle altre sigle riportate sullo pneumatico, la loro interpretazione può essere utile per capire alcune caratteristiche di quanto stiamo per comperare.
Prendiamo, ad esempio, un modello adatto ad alcune utilitarie che riporti la sigla 175/65 R T14. Il primo numero (175) indica la larghezza dello pneumatico in millimetri. Il secondo (65) rappresenta il rapporto in percentuale fra l’altezza e la larghezza della gomma: più la cifra è bassa, più è adatta ad auto sportive. R indica che la struttura della carcassa al di sotto della gomma è radiale ed è ad uso automobilistico, T è la classe di velocità, riferita all’auto sulla quale è montata la gomma. T corrisponde a velocità fino a 190 km/h, come Q fino a 160 km/h, H a 210 km/h, V a 240 km/h. 14, invece, esprime in pollici il diametro del cerchione. Ultima sigla importante, poi, è il Dot-number, cioè l’insieme dei 4 numeri che indicano settimana e anno di produzione dei pneumatici e dicono immediatamente se quello che stiamo acquistando è troppo vecchio o meno. A titolo di esempio: se si trova 0910 si tratta della settimana 10 dell’anno 2009, ossia di una gomma prodotta tra il 2 e l’8 marzo
In promozione negli IperCoop dal 15 al 28 ottobre e nei Supermercati dal 22 ottobre al 4 novembre
Pneumatici nuovi PRIMEWELL by GITI TIRE
misura prezzo
205/55R16V 52,90
185/60R14H 36,90
195/60R15H 45,90
175/65R14T 36,90
195/65R15H 45,90
155/70R13T 24,90











