Guardia forestale

Gli ultimi caribou selvatici, l’orso grizzly, il puma e il lupo grigio sono finalmente al sicuro, grazie al Canadian Boreal Forest Agreement

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Un accordo senza precedenti che renderà possibile la protezione di settantadue milioni di ettari di foresta canadese e dei suoi abitanti. L’hanno annunciato Greenpeace e ventuno aziende dell’Associazione Canadese dei Prodotti Forestali, insieme ad altre otto associazioni ambientaliste. L’accordo, una volta messo in pratica, permetterà la conservazione di estese aree di foresta boreale, proteggerà specie minacciate d’estinzione e garantirà alle aziende partecipanti una fetta di mercato sostenibile e competitivo. Questa vittoria per le foreste arriva dopo sette anni di pressioni sul mercato internazionale, denunce e azioni dirette di Greenpeace in tutto il mondo.
In Italia nel 2006 gli attivisti collocarono davanti alla sede della direzione della Kimberly-Clark dieci water, contenenti ciascuno un piccolo albero che ricordava tutte le piante abbattute per fabbricare carta igienica e altri prodotti usa e getta. Oggi le aziende che hanno sottoscritto l’accordo CBFA si impegnano a rispettare rigidi standard ambientali di gestione forestale di un’area grande due volte la Germania. È un passo da gigante nel raggiungimento dell’obiettivo “deforestazione zero” in Canada e nel mondo. Alcuni degli impegni più importanti previsti dall’accordo sono lo sviluppo di altissimi standard per la gestione delle aree forestali, la creazione di una rete di aree protette per il recupero del caribù e il sostegno economico e il rispetto dei diritti di proprietà delle comunità forestali. Le foreste boreali, infatti, assicurano la vita a tanti popoli indigeni come le First Nation, gli Inuit e i Métis. Ora bisognerà stare all’erta per verificare la reale applicazione di quest’accordo. Queste foreste conservano un enorme deposito di carbonio, perciò la loro protezione è un passo essenziale per fermare il riscaldamento globale.
Maria Carla Giugliano, ufficio stampa Greenpeace