I bambini ci guardano
Questa volta non riesco ad essere “leggera” e a regalarvi un sorriso. Le immagini di guerra, e quindi di morte, che ci invadono da giorni sono particolarmente difficili da accettare. È strano sentirsi così feriti da quei volti di bambini vivi terrorizzati, o di piccoli morti avvolti in un panno bianco con gli occhi aperti in una domanda senza risposta plausibile.
L’innocenza indifesa è il giudice più inesorabile. Vorrei che le coscienze si risvegliassero tutte insieme dal sonno dell’indifferenza, dell’assuefazione all’orrore come fosse realtà virtuale vissuta per immagini e non per “sentimenti”.
Vorrei fortemente che una volontà di pace, di rispetto per le persone si aprisse un varco nel cuore e nel cervello di tutti per renderci più disponibili e attenti all’“altro”. A cominciare dalle persone più vicine e soprattutto a cominciare dai bambini che non godono certamente della considerazione dovuta. Non pretendo, ovviamente, di fare prediche a nessuno, cerco solo di mantenere viva l’attenzione di tutti sui problemi del mondo, sulle responsabilità di ciascuno di noi, nel proprio privato, nei confronti di un’idea di futuro che ovviamente s’incarna nei bambini.
Amiamoli, rispettiamo l’infanzia che non vivono più neanche i nostri bambini che subiscono la realtà imposta loro dagli adulti senza nessuna delicatezza: dal linguaggio alle immagini, dagli alimenti sofisticati alla mancanza di attenzione al loro tempo libero, al peso delle vicende familiari troppe volte proposte senza ritegno e troppo pesanti da sostenere per la coscienza di un bambino. Più coscienza, più amore.
E andate a vedere “Valzer con Bashir”.










