Idillio maremmano

In Maremma Toscana a scoprire il ritmo lento, le cose belle, la buona tavola.

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Un via vai di strade strette tutte curve dove non è raro incontrare un trattore o un gregge che marciano a 20 all’ora, colonne di ciclisti spensierati o di butteri a cavallo, l’ultimo dei somarelli. Bisogna andarci piano in Maremma anche se rallentare il passo qui non dispiace a nessuno, tanto è bella la sequenza delle immagini intorno: le colline dolci e in lontananza il mare, i casolari e le chiese, gli uliveti, le vigne, i campi coltivati, una profonda quiete. E i borghi suggestivi, a volte inaspettati, come Pitigliano che appare all’improvviso dietro una curva.

un tufo al cuore È il lato più famoso del cosiddetto triangolo del tufo – gli altri sono le bellissime Sorano e Sovana – dove si concentra il meglio della testimonianza etrusca espressa attraverso le tombe – citiamo per tutte l’Ildebranda e della Sirena –, le necropoli e le spettacolari vie cave dalle vertiginose pareti ancora avvolte nel mistero. C’è poi una Pitigliano ebraica definita Piccola Gerusalemme per la sinagoga, il cimitero, un museo e il ghetto – che conserva il bagno rituale delle donne, la cantina e la macelleria per la vendita del vino e delle carni Kasher, la tintoria, il forno delle azzime –, per la giornata europea della cultura ebraica a settembre e il festival di cinema e cultura ebraica a dicembre. E c’è una Pitigliano sotterranea che si perde in un dedalo di grotte, cunicoli e gallerie scavate nel tufo dagli Etruschi e utilizzate oggi come cantine naturali per l’invecchiamento dei vini rossi. Qui nascono due famosissime doc, il Sovana Rosso e il Bianco di Pitigliano, ma a breve distanza si vendemmia uno dei rossi più rinomati della Toscana, il Morellino di Scansano Docg. Continuando per la strada del vino “Colli di Maremma” si scende fino al mare dell’Argentario dove si produce l’Ansonica.

morellino pane e vino “Vinellando” a Magliano, “Settembre Di Vino” a Pitigliano, la Festa delle Cantine a Manciano e dell’uva a Scansano, “Degustazioni di vino” a Saturnia. Intorno al vino si organizzano manifestazioni e convegni tutto l’anno ma è in autunno che la Maremma apre al pubblico le sue cantine d’altri tempi per merende e cene con vino e prodotti tipici. A furor di popolo Scansano festeggia la vendemmia e il suo risultato migliore, quel Morellino color rubino intenso, odore fine e sapore asciutto ancora capace di richiamare intorno a un bicchiere l’intero paese e i suoi visitatori.

È la festa dell’uva – di cui si celebra a settembre la 41° edizione – con le degustazioni in cantina sotto la guida di esperti sommelier e le esposizioni di vini e specialità della gastronomia locale tra le bancarelle di mercatini e antichi mestieri e l’allegria delle cene in contrada. Il tutto culmina in una goliardia collettiva che l’ultima domenica di settembre assedia i carri carichi di grappoli d’uva, vino novello e di bambini che si divertono a distribuire alla folla “sostanziosi” assaggi della recente vendemmia. Per chi volesse andare all’origine di queste intramontabili tradizioni è aperto il museo della vite e del vino.

presi per la gola Dopo il vino i funghi, le castagne, l’olio, e la festa ricomincia. È così che la Maremma prende per la gola i suoi ospiti; con piatti a base di cacciagione come il cinghiale in umido o alla cacciatora, le pappardelle alla lepre, e con le zuppe di pane, di funghi e la tipica per eccellenza acquacotta, piatto povero ma sostanzioso e soprattutto unico di chi lavorava nei campi. E poi i crostini e i tortelli ripieni di ricotta e spinaci, la scottiglia, il buglione di agnello, la trippa alla maremmana, la porchetta, le frittelle di riso, gli sfratti al miele e noci di Pitigliano. Piatti semplici e genuini, espressione dell’economia domestica di una volta, ancora oggi realizzati con i prodotti del territorio, assolutamente naturali e di altissima qualità, come gli oli extravergine di oliva: in molti frantoi tra novembre e dicembre si può assistere alla molitura delle olive e intingere le bruschette nell’olio “nuovo”.

Assaggi della più autentica cucina maremmana si possono fare un po’ ovunque, da Magliano, reso famoso dalle belle mura ma anche e soprattutto dai buoni ristoranti, a Manciano che vanta origini preistoriche e un caseificio dove si producono fior di formaggi tra cui il Pecorino Toscano Dop, fresco e stagionato.

È uno dei lati di un altro importante triangolo, non edificato sul tufo ma sulle sorgenti termali di Saturnia dalle acque sulfuree rinomate per le proprietà rilassanti e terapeutiche fin dall’antichità. Chiude il triangolo Montemerano, delizioso castello medievale percorso da vicoli stretti, archi e finestre fiorite, con la chiesa di San Giorgio che custodisce opere del Vecchietta e affreschi del Rinascimento senese. A valle i Poderi di Montemerano, poche case e una locanda, dove la Festa Poderana di settembre diventa l’ennesima occasione per assaggi tipici.

Info Agenzia per il Turismo della Maremma viale Monterosa, 206 - Grosseto tel. 0564462611, www.lamaremma.info. chiese uliveti funghi

IN COMITIVA COOP Tour enogastronomico nella Maremma Toscana 30 ottobre - 1 novembre 2009 Info: tel. 800778114, le agenzie di viaggio convenzionate, www.mondovivo.it.

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