Il compleanno di Lia
La prima bambina nata nella sala parto di Gorom Gorom compie un anno. L’ostetrica che l’ha aiutata a nascere è tornata in Burkina Faso e racconta a Nuovo Consumo gli sviluppi del Progetto Matteo.
Un orto più grande da seminare, il recinto con i maialini, l’hotel a pieno regime. E poi cinquanta nuovi nati nella sala parto del Sahel e quarantatre piccoli ospiti a Casa Matteo, con un futuro meno incerto di fronte, istruzione scolastica e assistenza sanitaria garantite nel tempo.
Traccia un quadro più che positivo Lia Burgalassi, consigliera di amministrazione di Unicoop Tirreno e ostetrica di professione, appena rientrata dal suo terzo viaggio a Gorom Gorom, Burkina Faso.
Lia fa parte del comitato di gestione del Progetto Matteo, istituito con il compito di seguire e indirizzare la gestione delle strutture costruite a Gorom Gorom.
la casa dei bambini «I bambini che vivono a Casa Matteo sono quarantatre – comincia Lia –, cinque frequentano la scuola elementare del villaggio, sette l’asilo, gli altri sono piccolissimi, hanno dagli zero ai tre anni. I miglioramenti nella gestione di Casa Matteo sono notevoli, la struttura è stata anche riconosciuta dal Ministero del Burkina Faso e ciò ne ha rafforzato la gestione. I bambini più grandi saranno seguiti dalla Diocesi locale e reinseriti nelle famiglie, ma non perderanno il contatto con Casa Matteo che assicurerà loro l’istruzione scolastica e l’assistenza sanitaria». Passi avanti anche per la sala parto inaugurata nel gennaio 2008. In un anno vi sono nati più di cinquanta bambini, le due ostetriche e le infermiere hanno seguito in tutto centocinquanta gravidanze.
«Tuareg e Peul, le popolazioni nomadi della zona, si sono pian piano avvicinate alla struttura e fidate delle ostetriche – spiega Burgalassi –. La sala parto è stata visitata e apprezzata dal Governatore del Sahel. Oggi è un riferimento anche per le cure dei neonati e dei bambini del villaggio, unico presidio sanitario nel raggio di cento chilometri di piste nel deserto».
un hotel nel deserto L’Hotel delle Dune va bene, lavora tutto l’anno con un numero costante di presenze che diminuiscono solo nei mesi di luglio e agosto, durante le piogge. Lia ne è entusiasta: le sei camere sono pulite e ben tenute, la cucina ottima.
Anche l’orto di Casa Matteo è stato allargato e seminato a carote, cavoli, melanzane e pomodori, così come è terminata la costruzione del recinto per l’allevamento dei maialini e delle capre. Lia Burgalassi conclude il suo bel racconto con un’immagine che da sola vale un intero resoconto: è la foto di Lia, la prima bimba nata nella sala parto (pochi giorni dopo il maschietto Ulivieri, ndr) che porta il suo nome.
La bambina ha un anno e la sua mamma nel frattempo ha avuto due gemelli ed è stata abbandonata dal marito. Nella foto sorride appena, per loro il Progetto Matteo è pura speranza.











