Il grande esodo

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Vorrei saperne di più sui pensionamenti accelerati dei dipendenti del pubblico impiego.lettera
Con una serie di norme introdotte nella cosiddetta manovra d’estate (l. 133/2008) si punta a sfoltire i ranghi della pubblica amministrazione con esodi agevolati e altre misure che accelerano i collocamenti a riposo. Sono interessati tutti i settori del pubblico impiego ad eccezione di magistrati, professori universitari e in parte le forze armate e dell’ordine. La novità più importante riguarda la forma di esodo volontario di cui possono beneficiare coloro (personale della scuola escluso) che a prescindere dall’età possono far valere almeno 35 anni di contributi. Nel quinquennio che precede il raggiungimento dell’anzianità massima (quarant’anni) si può lasciare il servizio presentando una domanda entro il 1° marzo di ogni anno nel triennio 2009-2011. Se la domanda viene accolta, il dipendente ha diritto, per il periodo che lo separa dal collocamento a riposo, a un compenso mensile pari al 50 per cento dello stipendio e delle competenze accessorie, elevato al 70 per chi svolge attività di volontariato per conto di orga nizzazioni che saranno individuate con decreto ministeriale. Il trattamento economico temporaneo è cumulabile con i redditi di consulenze e collaborazioni, purché non siano svolte con amministrazioni pubbliche o in contrasto con l’attività di quella di appartenenza. Al momento del collocamento a riposo per raggiunti limiti di età il dipendente ha diritto al trattamento di pensione e alla liquidazione che sarebbero spettati se fosse rimasto in servizio. Sulla base delle nuove norme introdotte dal decreto la possibilità di prorogare di due anni la permanenza in servizio una volta raggiunto il limite di età per il collocamento a riposo (di norma sessantacinque anni) non dipenderà più dalla volontà del dipendente bensì da quella dell’amministrazione di appartenenza. Fatte salve le proroghe in corso e quelle presentate entro il 24 dicembre 2008. Una terza strada individuata dal decreto per realizzare riduzioni di personale è la cessazione dal servizio dei dipendenti che hanno maturato quarant’anni di anzianità contributiva. È previsto un preavviso di sei mesi. Garantita la continuità del rapporto di lavoro fino alla decorrenza della pensione secondo il calendario delle finestre stabilito dall’ultima legge di riforma.
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