Il ladro di metalli
Le gravi conseguenze dei furti dei metalli: nel caso del rame interruzioni nella circolazione dei treni e nell’erogazione dell’elettricità, persino morti sul lavoro.
L’aumento del prezzo dei metalli sta facendo aumentare i furti di alcuni di questi. Il caso più noto è quello del rame – ne parlammo un paio di anni fa – che si ottiene con processi costosi partendo da minerali con basso contenuto di metallo. Il rame metallico, quindi facilmente riciclabile, è disponibile in grande quantità: nei fili elettrici delle linee ad alta tensione, nelle linee ferroviarie, nei fili telefonici.
I ladri di rame, che operano spesso su commissione per incarico di incettatori che esportano il metallo rubato, provocano danni enormi: si sono verificate interruzioni nella circolazione dei treni per la rottura dei collegamenti elettrici, interruzioni nell’erogazione dell’elettricità; ci sono stati anche ”morti sul lavoro” quando alcuni ladri sono andati a tagliare linee elettriche ad alta tensione. Ma ci sono molti altri metalli preziosi che incoraggiano i ladri. Una recente tendenza consiste nel furto delle marmitte catalitiche degli autoveicoli; comodi i veicoli SUV nei quali la marmitta è sollevata dal terreno e un abile ladro la può segare in 20 secondi. Le marmitte catalitiche contengono vari metalli preziosi, soprattutto platino, palladio e rodio, anche se in piccolissime quantità, peraltro sufficienti a giustificare il furto. Si tratta di tre metalli che appartengono al “gruppo del platino”, costituito, appunto, da rutenio-rodio-palladio e osmio-iridio-platino, e sono fra i metalli più costosi: a metà del 2008 il prezzo del platino era di 45 euro al grammo, quello del palladio 10,5 euro al grammo, e quello del rodio 220 euro al grammo, prezzi che oscillano continuamente. I riciclatori dei rottami delle marmitte catalitiche le pagano da 40 a 60 euro al pezzo.
Il processo di recupero dei metalli preziosi è complicato: dalla marmitta viene separato il materiale ceramico contenente il catalizzatore, la miscela viene inviata ad un forno a 1.500°C in cui fonde, i metalli sono separati dalla massa fusa e sottoposti a raffinazione. Per i tre metalli usati nei catalizzatori per autoveicoli la richiesta è in continuo aumento e quindi il loro recupero, dalle marmitte dei veicoli fuori uso e da quelle rubate, è in aumento, rispetto a quella dei metalli ottenuta dai minerali. Nelle marmitte hanno la funzione di ossidare l’ossido di carbonio e gli idrocarburi presenti nei gas di scappamento, ad anidride carbonica, meno inquinante; ma le loro proprietà catalitiche vengono utilizzate anche in altri campi come l’industria delle sintesi chimiche e le celle a combustibile, i dispositivi che sono in grado di trasformare un combustibile direttamente in elettricità a bassa temperatura. I più preoccupati dei furti delle marmitte catalitiche sono le compagnie di assicurazione costrette a risarcire gli automobilisti derubati.











