Impresa sostenibile

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Con il Bilancio sociale preventivo la Cooperativa mette in campo uno strumento che consente alla Responsabilità Sociale d’Impresa (RSI) di entrare ancora di più nei processi gestionali e decisionali. «Attraverso il preventivo sociale si fanno tre operazioni – spiega il professore Marco Frey, ordinario di Economia e Gestione delle Imprese presso la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa che da anni segue Unicoop Tirreno sui temi della RSI –: la prima è quella di creare un collegamento tra il momento del Piano sociale partecipato in cui emergono le sollecitazioni provenienti dagli stakeholder esterni e interni e il momento della presentazione dei risultati conseguiti in campo sociale, proprio del Bilancio sociale consuntivo.

In altre parole traduce in strumenti programmatici quelle idee che vengono riconosciute dalle funzioni aziendali come meritorie di essere inserite nel programma di attività. Il secondo elemento si lega al processo di fissazione dei budget, in cui vengono pienamente integrati gli obiettivi di RSI. Il terzo elemento qualificante è il lavoro di consultazione, progettazione e programmazione insieme a tutte le funzioni aziendali».

Il Preventivo sociale entra dunque nella gestione dell’impresa? «Entra nella gestione e va in profondità nel senso che non è più un tema legato esclusivamente alla dimensione dei rapporti con l’esterno in termini di relazioni e di immagine, ma diventa uno strumento a forte caratterizzazione interna. È ovvio che il Piano sociale partecipato deve portare idee il più possibile innovative che possono consentire attraverso il Preventivo di definire le azioni migliori».

Qual è la relazione tra tutti questi strumenti e in particolare tra il Preventivo economico e il Preventivo sociale? «Il tema della RSI viene sviluppato attraverso un percorso di strumenti specifici tra loro integrati. È evidente che quest’interazione guarda anche il Preventivo aziendale come strumento di ulteriore elaborazione per far percepire ai soci la doppia dimensione dell’azione della Cooperativa: da un lato quella economica, dall’altro il tema della RSI come elemento di caratterizzazione strategico con il suo set di strumenti dedicati».

Il socio come partecipa di fatto alla realizzazione del piano sociale? «I soci possono intervenire in diverse fasi. Il primo step è proprio attraverso il Piano sociale partecipato che viene prima del Preventivo. Quello è il primo momento del processo di pianificazione in cui vi può essere una presenza attiva dei soci, che in seguito hanno anche loro momenti di coinvolgimento specifici a partire dalle assemblee sui territori in cui possono fornire contributi molto caratterizzati anche sul piano territoriale».

In un momento di crisi economica che segna una fase di grande difficoltà per tante famiglie, che rilevanza assume insistere sui temi della responsabilità sociale? «Fin dall’inizio della crisi economica che stiamo ancora attraversando abbiamo registrato come certi posizionamenti strategici della Cooperativa, in cui la RSI e il rapporto con i soci avevano una rilevanza notevole, hanno consentito di mantenere e rafforzare una posizione competitiva rispetto alla concorrenza. Questo significa che il consumatore è sempre più attento agli elementi che caratterizzano i prodotti che sceglie e di conseguenza al comportamento di chi produce o distribuisce quei prodotti».

È questo l’elemento che lega il comportamento di acquisto individuale con la coerenza della Cooperativa? «Esattamente. E questo è un fattore su cui possiamo andare a misurare gli effetti della competitività della singola impresa. Si tratta sempre di una variabile di mercato, ma molti studi confermano che pur in un periodo di crisi c’è questa tendenza a diventare più attenti e selettivi nelle scelte di acquisto dove pesano tematiche come quelle della Responsabilità Sociale d’Impresa»

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