Io, robot

La rivoluzione della chirurgia robotica si chiama Da Vinci.

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Era il 2001 quando partì la cosiddetta “Operazione Lindbergh”. Il nome militaresco non deve trarre in inganno, si trattava in realtà della prima operazione chirurgica a distanza in cui il chirurgo si trovava a New York e il paziente disteso sul tavolo operatorio di un ospedale di Strasburgo. L’operazione da un capo all’altro dell’oceano, la prima di molte, fu un vero successo e sancì una volta per tutte la straordinaria rivoluzione aperta dai robot chirurgici di ultima generazione, i robot Da Vinci, contro gli scetticismi che avevano accompagnato la loro comparsa. Non sempre, infatti, la mano dell’uomo è meglio di quella di un robot. Inventato quindici anni fa nella ipertecnologica Silicon Valley e chiamato così in onore del genio italiano, Da Vinci ha cambiato la chirurgia mininvasiva diventando oggi un punto di riferimento per molte operazioni complesse nel campo della chirurgia generale, ginecologia, cardiochirurgia, chirurgia pediatrica e urologia.

Tutte queste aree della chirurgia sono state invase negli ultimi decenni dalle tecniche mininvasive, la cosiddetta laparoscopia. Secondo questa procedura il chirurgo opera attraverso minuscoli fori nell’addome, introducendo una telecamera e strumenti chirurgici e avendo come riferimento l’immagine magnificata sullo schermo televisivo. Anche questa a suo tempo era stata un’incredibile rivoluzione, diminuiva il trauma chirurgico, dimezzava i tempi di recupero e così via.

realtà virtuale Ma la laparoscopia ha dei limiti che solo un nuovo concetto di mininvasività poteva superare. Da Vinci ha colmato questo vuoto rendendo possibile il sogno di ogni chirurgo: portare le mani all’interno dell’addome del paziente senza aprirlo. Il chirurgo non manovra più gli strumenti né controlla direttamente il robot, ma opera in un ambiente virtuale, una consolle di controllo con sistema di visione 3D a immersione, impugnando sensori che registrano in tempo reale il movimento delle dita del chirurgo, replicandole esattamente attraverso i bracci robotici di Da Vinci, introdotti all’interno del paziente tramite gli stessi piccoli fori praticati per la laparoscopia. Il chirurgo vede l’interno del corpo come in un’operazione a cielo aperto: le fibre ottiche riportano un’immagine perfetta che viene magnificata e resa tridimensionale, non più piatta come nello schermo televisivo.

I movimenti del robot sono fluidi e precisi come quelli del chirurgo, di cui sono la replica, ma senza tremori, l’articolazione degli strumenti ha sette gradi di libertà e movimento a 90° come quello del polso umano, l’immagine del campo operatorio è addirittura migliore di quella di un’operazione classica, il robot è poco ingombrante e facile da spostare dal tavolo operatorio nell’eventualità di un’emergenza che richieda un’incisione immediata. E per una volta queste opzioni tecnologiche non sono appannaggio solo dei paesi stranieri. Oggi è possibile scegliere Da Vinci grazie al fatto che l’Italia ha abbracciato con grande favore l’avvento dei robot e il Sistema Sanitario Nazionale gode dell’ausilio di ben 19 Da Vinci sparsi su tutto il territorio che hanno ormai operato poco meno di 2mila pazienti, superando per numero di installazioni e applicazioni anche Francia e Regno Unito.

La chirurgia robotica naturalmente, non è per tutti, e solo lo specialista può stabilire quando ci siano le indicazioni per trarre beneficio da questo trattamento, ma il futuro è davvero dietro l’angolo e l’obiettivo dei nuovi chirurghi è quello di perfezionare operazioni da effettuare tramite gli orifizi naturali del corpo umano, quasi senza incisioni o di effettuare interventi ordinari come l’asportazione della colecisti tramite un solo foro nell’addome. Bentornato genio italiano.


ALCUNI OSPEDALI DOV’È POSSIBILE TROVARE DA VINCI

- Azienda Ospedaliera Santa Maria della Misericordia, Udine
- Policlinico San Matteo, Pavia
- Ospedale Cisanello, Pisa
- Scuola di Chirurgia Robotica, presidio ospedaliero della Misericordia, Grosseto
- Ospedale degli Infermi, Spoleto
- Clinica La Madonnina, Bari
- Azienda Ospedaliera CTO Villa Sofia, Palermo