L’automobile del sole
Alle 3 del pomeriggio, ora di Adelaide, Australia meridionale (circa le 7 di mattina da noi) di giovedì 20 ottobre 2011 un’automobile alimentata a energia solare, di costruzione giapponese, ha completato l’undicesima edizione della “Duemilamiglia”, la corsa di 3mila chilometri fra Darwin nell’estremo nord e Adelaide nell’estremo sud del continente australiano. I partenti sono stati una quarantina e in 20 hanno completato la corsa. Per la prima volta ha partecipato e terminato il percorso un’automobile italiana, “Onda Solare”, costruita dall’Istituto Tecnico di Maranello, la città che ha una lunga tradizione di motoristica da competizione.
La “Corsa solare mondiale” australiana contribuisce, anno dopo anno, a far progredire l’aerodinamica dei veicoli e le tecniche dei pannelli fotovoltaici, dei materiali leggeri per le carrozzerie, dei motori elettrici e delle batterie di accumulatori che devono essere in grado, in una piccola dimensione e con modesto peso, di immagazzinare l’elettricità a mano a mano che viene prodotta dal Sole. Le batterie ricaricabili al litio dipendono da una materia prima, i sali di litio, che sono presenti e prodotti su larga scala soltanto in alcuni paesi sudamericani e sono considerati “il petrolio del futuro”. Molti paesi cercano di accaparrarsi i diritti di estrazione del litio perché le batterie al Le Duemilamiglia percorse dall’automobile solare italiana fanno ben sperare sul petrolio del futuro: il sole. L’automobile del sole litio sono essenziali per lo sviluppo di automobili elettriche e ibride a cui molti guardano come alternativa all’uso del petrolio e per una diminuzione dell’inquinamento urbano. Anche intorno alla produzione di motori elettrici di piccole dimensioni e di grande potenza è in corso una battaglia; i loro magneti permanenti richiedono metalli appartenenti agli elementi delle terre rare che si trovano soltanto in alcune rocce, in bassissima concentrazione. Ne avevamo parlato in queste pagine un anno fa. Nomi come neodimio e samario, finora curiosità nella tabella degli elementi di Mendeleev, sono destinati a diventare familiari per il loro uso nei magneti permanenti dei motori non solo delle auto solari, ma soprattutto delle auto elettriche del futuro e dei motori delle turbine eoliche. La Cina produce, nel mondo, il 90 per cento delle terre rare, estratte da un grande giacimento nella Mongolia, e ne trattiene al suo interno la maggior parte per la fabbricazione di auto elettriche e di turbine eoliche che esporta con successo in tutto il mondo.
Gli altri paesi che intendono costruire automobili elettriche e motori a vento devono dipendere dalla piccola quantità di terre rare esportate dalla Cina e sono alla ricerca di altri giacimenti di questi preziosi metalli per rompere il monopolio cinese. Per farla breve, le corse con automobili solari sono non un bizzarro divertimento di ingegnosi meccanici, ma il terreno di prova di tecnologie e merci da cui dipenderà il futuro umano.












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