La rivoluzione di Facebook
Greenpeace vuol convincere Facebook ad abbandonare le fonti inquinanti
Quasi un anno fa Facebook annunciava la realizzazione in Oregon, Stati Uniti, di un colossale data center fornito dei più moderni computer ad alta efficienza energetica, per poter permettere a centinaia di milioni di utenti di connettersi al loro social network preferito. Ottima notizia se non fosse che l’azienda scelta per la fornitura energetica produce gran parte dell’elettricità dal carbone. Con la campagna virtuale Unfriend Coal Greenpeace vuole convincere Facebook a cambiare strada: abbandonare le fonti fossili inquinanti e superate e scegliere una conversione totale alle energie rinnovabili. Il più grande social network del mondo può sicuramente scegliere dove costruire le sue infrastrutture e che contratti stipulare per la fornitura di energia.
In più può usare la forza del suo marchio per promuovere politiche forti a sostegno delle energie rinnovabili, eliminare gradualmente il carbone e mostrare al resto del settore dell’Information Technology che è possibile farlo. Da un’azienda così innovativa ci aspettiamo un impegno in prima linea nella lotta ai cambiamenti climatici. Facebook sta sostenendo in tutto il mondo l’attivismo e la democrazia. Adesso ha l’opportunità di guidare anche una rivoluzione energetica. Attraverso Unfriend Coal, migliaia d’internauti stanno chiedendo a Facebook di preparare un programma di abbandono del carbone e diventare “carbon free” entro i prossimi 10 anni. È stato raggiunto anche il record mondiale per il maggior numero di commenti a un post di Facebook in un giorno: in 24 ore i sostenitori di Greenpeace hanno postato oltre 80mila commenti, in almeno 11 diverse lingue, sulla pagina Unfriend Coal. Ma Facebook ancora non si convince. E la campagna continua su www.facebook. com/unfriendcoal.










