La tv a luci led
Il Led tv, il televisore a schermo piatto retroilluminato a diodi, è sempre più presente sugli scaffali dei punti vendita. Nel 2010 è atteso da una escalation nelle vendite. Ma attenzione, esistono due tipi ben distinti che non vanno confusi: il Full Led e l’Edge Led
Un “piu`” nella qualita` della visione, un “meno” nei consumi e nello spessore dello schermo. Stiamo parlando sempre e solo dei pregi di una nuova famiglia di televisori piatti Lcd, quelli retroilluminati a led, non piu` con lampade fluorescenti come avviene nei tradizionali pannelli a cristalli liquidi. Non dunque una tecnologia sostitutiva dell’Lcd ma una sua evoluzione destinata ad affermarsi nel tempo. Da qui al 2011 – a sentire gli specialisti del settore – i Led tv si impossesseranno del potere “vero”, quello di attrazione dei consumatori, con un boom atteso nel 2010.
Intanto l’approdo sugli scaffali e`cosa fatta. E se da una parte i lanciatissimi diodi (Led sta infatti per “Light emitting diode”) stanno alzando il valore di mercato dei televisori di circa una volta e mezzo (i prezzi erano ovunque decisamente in discesa), dall’altro promettono fin da ora un Natale “a tinte forti” in uno dei pochi comparti con una domanda in robusta crescita (+20% nell’ultimo anno in Italia, percentuale ancora superiore in Coop). Secondo alcune stime, piu` di un televisore a cristalli liquidi su 10 venduti il prossimo anno nel mondo avra` i microscopici led. Il “di piu`” dato da questi emettitori che vengono piazzati vicino a gruppi di pixel per retroilluminare il pannello (quasi sempre ormai Full Hd, cioe` ad alta definizione 1.920x1.080, e sempre con il tuner per vedere il digitale terrestre), e` materia per palati fini ma non presenta effetti collaterali; tranne per ora, come si diceva, il prezzo.
I led offrono infatti un elevato contrasto dinamico (il rapporto tra il bianco retrolluminato alla massima intensita` e il nero alla minima, di circa 5 volte maggiore numericamente del contrasto nativo di un pannello che pero` e` quello “vero”) ma soprattutto conferiscono un senso di brilantezza e profondita` alle immagini. L’effetto si nota in particolare sul nero e nei colori scuri percheÅL i diodi – un tipo di illuminazione piu` compatta e direzionale, che si puo` focalizzare su aree specifiche – possono spegnersi localmente in determinate porzioni dello schermo.
Ma attenzione, questa interessante prerogativa detta “local dimming” si ha solo nei modelli Full Led o Led “a tappeto luminoso”, dove cioe` i diodi coprono per intero il pannello. Sharp e altre major scommettono sul rivestimento completo che e` il solo a marcare una netta difdi ferenza di resa rispetto a una Lcd tradizionale, con valori di contrasto di milioni e non gia` di migliaia di unita`.
Ma c’e` un altro tipo di offerta che punta invece sui vantaggi estetici dati dalla presenza dei led. A proporla e` in particolare Samsung, leader nel settore, ma anche altre marche come Sony, Philips e Lg (queste due accanto al Full). Si tratta dei Tv Edge Led, cioe` con retroilluminazione a led di tipo “laterale”: in questo caso i diodi, controllabili solo in blocco, sono inseriti nella cornice dello schermo e da li` proiettano la loro luce verso l’interno.
Questo fa si` che l’apparecchio abbia spessori ultrasottili, mediamente sui 2-2,5 centimetri (contro i 6-10 cm di un Lcd tradizionale), un design accattivante che “fonde” schermo e cornice e assorbimenti energetici ancora piu` ridotti (fino al 50%). Inoltre usando meno componentistica il prezzo di vendita e` lievemente inferiore. Per sfruttarne a pieno le potenzialita`, un ultrapiatto si puo` collocare a parete (con supporto fisso o mobile), optando per un Tv wireless (senza cavi) che dialoga con una centralina.
Un accenno infine va fatto vall’Ambilight di Philips, un sistema “suggestivo” – introdotto da qualche anno e ora enfatizzato con l’uso dei led – che replica, irradiandoli lungo la cornice, i colori che passano in quel momento sul video. Led o Oled? Ma i led non dovevano essere “superati” dagli Oled? In effetti e` da tre anni che si parla della tecnologia Oled (Organic light emitting diode), basata su strati di materiale organico a matrice attiva (non a luce riflessa) e dei suoi pannelli ancora piu` sottili e “risparmiosi”.
Il problema e` che i costi degli Oled sui mediograndi formati si sono rivelati altissimi per cui la Sony, che ha proposto il primo nel 2007, e` ferma al piccolo formato da 11 pollici (lo Xel-1, commercializzato ad oltre 2.000 euro), in attesa di sviluppi.
Sviluppi che potrebbero rimanere confinati ai piccoli display di smartphone e netbook. Dopo il Led, il salto che attende i televisori sara` un salto “triplo”: il 3d (visione tridimensionale) il cui debutto commerciale e` atteso a fine 2010. Ma qualche incognita c’e` e pesa, come l’uso obbligatorio degli occhiali a lenti polarizzate. Non indossandoli si rischia di fare un salto... all’indietro, perchè i programmi a quel punto diventano letteralmente inguardabili per motivi tecnici.
Visione perfetta?
Una rincorsa senza fine perchè l'immagine è sempre soggettiva
Per vendere la visione “perfetta”, ogni produttore enfatizza e molto spesso pubblicizza solo cio` che crede essere il lato forte del suo televisore: chi il contrasto dinamico, che ormai ha soppiantato quello vero, nativo; chi il tempo di risposta, l’angolo di visuale o il numero di hertz. E` interessante pero` riflettere sul fatto che la percezione reale dell’immagine e` sempre soggettiva ed e` comunque il frutto di una combinazione di fattori che variano. Un contrasto elevato, ad esempio, ha senso se l’apparecchio lo si guarda in piena luce, ma alla sera davanti alla tv e` fastidioso: le parti di immagine piu` luminose “abbagliano” mentre si riduce la percezione dei dettagli nelle scene piu` scure. Sul contrasto realmente percepito influiscono, poi, il tipo d’illuminazione ambientale, la superficie dello schermo, se lucida o opaca, la qualita` stessa dell’elettronica. Aleatorio e` pure fossilizzarsi sui tempi di risposta, bianco-nero o grigio-grigio, poichè l’effetto di sfarfallamento che si vorrebbe evitare dipende molto dalla persistenza dell’immagine sulla nostra retina, la` dove essa si forma. E allora, di fronte ai tanti difetti visivi e all’intorbidimento dei nostri occhi con l’avanzare dell’eta`, il consiglio è di non fidarsi ciecamente di proporzioni e raffronti numerici. Meglio fare come San Tommaso: provare per credere.











