Largo ai podoni
Chi, come e quando l’ascoltano. Senti che musica con iPod e telefonini.
La musica ha invaso le strade delle nostre città. Non è la frase di un figlio dei fiori, nostalgico di Woodstock e della fantasia al potere, sono i “podoni” che camminano tra noi. Così sono stati ribattezzati i pedoni che passeggiano per strada ascoltando la musica con le cuffie e il nome naturalmente deriva dal supporto più venduto ed usato: l’iPod.
chi fermerà la musica Negli ultimi anni il fenomeno si è così diffuso da aver richiamato l’attenzione di sociologi e studiosi e sono state emanate leggi e norme per limitare i danni derivanti dall’uso delle cuffie: nel 2008 il Comitato scientifico europeo sui rischi sanitari emergenti e di nuova identificazione (SCENIHR) ha presentato i dati di una ricerca secondo cui l’uso frequente delle cuffie provoca danni all’udito, a volte anche in modo permanente. Ma l’abitudine di ascoltare musica passeggiando per strada non è certo un fenomeno recente.
A confermarlo Marco Zamperini, professore di informatica e nuove tecnologie presso l’Università “Bocconi” di Milano e direttore della società Etnoteam: «Già negli anni Ottanta e Novanta si potevano vedere per strada alcune persone con le cuffie, ma i supporti che utilizzavano, walkman e lettori cd, avevano dei limiti. Cd e cassette non contenevano più di 10-15 canzoni, quindi o si ascoltava per tutto il giorno lo stesso album oppure ci si portava dietro una raccolta con relativo ingombro. I supporti stessi erano più voluminosi e pesanti, quindi meno comodi da portare dietro. Grazie allo sviluppo di nuovi formati per i brani musicali (come l’mp3) e dei relativi lettori, è possibile avere con sé migliaia di canzoni e file d’ogni genere con zero ingombro». Facilità e praticità d’uso, apprezzate in particolare dai giovani, come dimostra una ricerca dell’AIE (Associazione Italiana Editori) del 2009: in Europa circa il 60 per cento dei ragazzi ne possiede uno. «I ragazzi tra 15 e 30 anni sono il target principale a cui si rivolgono le aziende produttrici, ma non certo l’unico – afferma Zamperini –. Le generazioni che come la mia hanno vissuto e continuano a vivere la “rivoluzione” tecnologica non restano certo indifferenti verso ogni innovazione. La musica non ha età, possono cambiare i gusti, ma non la passione. Non dico che ogni persona sulla Terra possieda un lettore, ma non è strano vedere persone dai trent’anni in su che sul treno o mentre fanno una corsa portino all’orecchio un paio di cuffie. In fondo sono quelle che qualche anno si portavano dietro un walkman».
assidui lettori Il più famoso è l’iPod di casa Apple, che ha in parte segnato la storia dei lettori mp3 affermandosi sui mercati di tutto il mondo, con sempre nuovi formati: il primo, che oggi possiamo trovare in commercio con il nome “Classico” a circa 250 euro, aveva dimensioni e peso maggiori, ma permetteva di memorizzare migliaia di brani e file di ogni tipo. Le dimensioni e il peso si sono ridotti, mentre le caratteristiche tecniche sono state migliorate, consentendo la visione di foto e film. Un esempio su tutti l’“iPod nano”, più versatile e abbordabile del predecessore, con il prezzo che scende a 140-170 euro, secondo la capacità di memoria. È da poco sul mercato l’“iTouch”, che si avvale di uno schermo sensibile al contatto (touch screen) con cui gestire i brani e le altre funzioni presenti, tra cui i videogiochi; il prezzo ridotto (195 euro) e la maggior versatilità ne fanno un prodotto competitivo, che ha riscosso grande successo tra il pubblico, sulla scia dell’”iPhone”. Tutti lettori che possono da una parte vantare un’alta qualità e un marchio conosciuto, ma dall’altra costi elevati che inducono molti a propendere per lettori con simili caratteristiche.
il suono del telefono Ma la musica i ragazzi l’ascoltano anche sul telefonino, il 30 per cento abitualmente secondo una ricerca del TNS, leader mondiale nelle ricerche di mercato.
La nuova tendenza ha incentivato lo sviluppo di telefonini sempre più adatti allo scopo, per cercare di colmare la distanza con i più avanzati lettori mp3. La stragrande maggioranza dei cellulari, infatti, non riesce a riprodurre i brani musicali con la stessa qualità dei lettori. Ma il grande interesse da parte delle case discografiche e delle aziende telefoniche per le nuove prospettive di mercato ha indirizzato in questo senso lo sviluppo della telefonia mobile. Francesco ha 26 anni e lavora da poco come infermiere in una clinica a Pisa: «Quando ho deciso di cambiare il cellulare ho scelto uno di quelli con cui è possibile ascoltare la radio e le canzoni in formato mp3. Ogni mattina, quando percorro la strada che mi separa dal sospirato riposo, metto le cuffie al cellulare con le mie canzoni preferite. Non c’è modo migliore di concludere una notte di lavoro». Chissà che non sia solo l’inizio di un nuovo modo di pensare la musica e la comunicazione.
L’Ipod di Valentina, 22 anni, studentessa di Scienze delle comunicazioni a Siena
«Durante il giorno la musica mi accompagna costantemente, nel tragitto per andare a lezione o mentre sono in treno. Mi piace molto associare a un momento della giornata o al mio umore una particolare canzone».
L’Ipod di Giada, 23 anni, studentessa di Giurisprudenza a Pisa
«Mi porto il lettore mp3 sempre con me, anche senza usarlo. Quando riesco a fermarmi cinque minuti tra una lezione e l’altra, se sono da sola, mi metto le cuffie e ascolto delle canzoni scelte a caso: in certi momenti sono tutte le mie preferite».
L’Ipod di Marco, 17 anni, suona la chitarra con un gruppo di amici
«I miei genitori hanno speso abbastanza per la chitarra e il resto, quindi hanno preferito regalarmi un lettore più economico. Ma la qualità di riproduzione non è inferiore. È molto utile poter studiare i pezzi in ogni momento per poi esercitarmi: chissà se un giorno una delle mie canzoni diventerà un mp3».











