Le invasioni barbariche
Caro direttore, oggi ho acceso la televisione e sono rimasto letteralmente basito nell’ascoltare la notizia di quei bambini che sono stati privati della mensa perché non avevano pagato la retta. Poi ho saputo che le loro famiglie erano indietro con i pagamenti perché in serie difficoltà economiche. E allora mi chiedo che razza di schifosa società è quella che se la prende con i bambini per la “colpa” di genitori che hanno perso il lavoro e non sanno come arrivare alla fine del mese? Ma cosa siamo diventati? lettera firmata
Anch’io non capisco come possano accadere episodi di autentico odio razziale e discriminazione sociale che non risparmiano nemmeno i bambini com’è accaduto in quel paesino del Nord dove alcuni scolari sono stati messi a pane e acqua perché i genitori erano indietro con il pagamento della retta. Ma quel che è peggio, la comunità poco solidale di quel triste paesello ha appoggiato la decisione del sindaco leghista e si è scagliata contro quell’imprenditore che, con un gesto di ribellione morale, ha sentito il dovere civile di pagare di tasca propria affinché quei bambini avessero un pasto caldo come i loro piccoli coetanei. Altrove, nelle evolute contrade del Friuli, c’è anche chi se la prende coi morti musulmani ai quali si vorrebbe negare una sepoltura secondo i riti e le usanze della loro religione. E a Verona lo scuolabus ha lasciato a terra i bambini non in regola con il pagamento del servizio. La cronaca purtroppo è piena di notizie che ci informano di quanto ogni giorno viene superato il confine tra la civiltà e la barbarie. Tutto questo è disgustoso perché non si tratta più di gesti isolati di minoranze xenofobe, ma è il frutto del rancoroso sentire di vaste comunità che si riconoscono nelle posizioni più oltranziste della propaganda cinica di chi alimenta l’odio e l’esclusione. Non ho difficoltà a dire che si respira un’aria fetida di generale sottomissione al dominio del denaro e del potere dalla quale nasce quotidianamente la penosa sfida tra chi ha e chi non ha, e quindi tra chi è e chi non è. È come se galleggiassimo sulla schiuma di un regime invisibile che si regge sul vuoto. Un vuoto di conoscenza, di giustizia, di libertà e di valori dal quale non vedo come si possa uscire se non con un moto altrettanto forte e rabbioso di ribellione che apra gli occhi a una visione lucida dell’esistenza, una visione aperta non più dominata dall’ignoranza, dall’egoismo e dalla rincorsa inutile verso una felicità posticcia che si nutre dell’umiliazione dei più deboli. Purtroppo è una storia già vista, in questo e in altri Paesi. E se non ci fermiamo in tempo non si sa dove si potrebbe arrivare. O forse si sa, ma è meglio non dirlo.
Aldo Bassoni










