A libro aperto
Gli apocalittici che da sempre hanno guardato con diffidenza all’inarrestabile crescita dell’importanza di internet nella nostra società hanno lanciato in questi anni innumerevoli e variegate grida d’allarme. Una delle più insistite riguarda la scomparsa della carta, intendendo con ciò la scomparsa dei giornali e dei libri, con relativi enormi danni socioculturali sottintesi. Evidentemente le cose non stanno così: la carta rimarrà ancora per un bel po’. Una parte di essa, certo, scomparirà, ma non è che si disintegrerà nel nulla: semplicemente si trasformerà da contenuto culturale su supporto cartaceo a contenuto culturale su supporto digitale. E quel che si perderà in termini di solidità e presenza dell’oggetto culturale, lo si guadagnerà in termini di aumentata possibilità di fruizione.
Dunque, da un certo punto di vista, non solo internet non sta uccidendo i libri, ma si può dire che, almeno in potenza, li sta diffondendo ovunque: e il recente boom sul web italiano di Kindle e simili, cioè dei device dedicati alla lettura degli e-book (i libri in forma digitale), è certo un buon segno per il futuro della cultura libresca. Ma perfino la bibliofilia tradizionale, quella a base di carta e inchiostro, non ha che da guadagnarci dal web. Prova ne sia uno dei social network più fortunati e solidi usciti negli ultimi anni, interamente dedicato al culto dei libri, e dal titolo invero bizzarro: aNobii. Si dà un nome e un’e-mail, e si può cominciare subito a costruire la propria biblioteca virtuale: libri letti, o posseduti, o solo desiderati. Inserire un libro è facilissimo: nella sezione “la mia libreria” trovate un form dedicato, ci digitate le dieci cifre del codice ISBN (quasi sempre chiaramente riportato in quarta di copertina), invio, ed ecco che il libro appare completo di tutti i suoi dati, con tanto di copertina (se il libro non ha codice ISBN, basta ricercarlo per nome dell’autore o titolo).
Una volta costruito il primo nucleo di libri amati o desiderati, inizia il divertimento: si danno voti, si scrivono recensioni, si commentano le recensioni altrui, si danno e si ricevono consigli di lettura, si stringono amicizie, si celebrano affinità, si trovano librerie ed eventualmente si comprano libri, ovviamente online. Insomma una specie di paradiso per topi di biblioteca.
Tra virgolette
Siccome su internet trovare quello che c’interessa spesso è un’impresa improba, è fondamentale, quando usiamo un motore di ricerca tipo Google, costringerlo a darci risultati più ristretti e pertinenti usando i cosiddetti operatori di ricerca, che altro non sono che comunissimi simboli grafici come il più (+), il meno (–) o le virgolette (“...”). Esempio: poniamo che io voglia trovare sul web la ricetta dei tortelli di ricotta e spinaci. Se su Google scrivo TORTELLI DI RICOTTA E SPINACI, come risultato otterrò le centinaia di migliaia di pagine web in cui le parole che ho scritto sono sì presenti, ma in qualsiasi ordine e a qualsiasi distanza l’una dalle altre. Se io, invece, scrivo il tutto tra virgolette “TORTELLI DI RICOTTA E SPINACI” otterrò solo e soltanto le pagine contenenti la frase esatta così come l’ho scritta dentro le virgolette, aumentando la possibilità di ottenere risultati pertinenti alla mia ricerca. Per conoscere uso e funzioni degli altri operatori, è sufficiente che andiate su http://www.google.it e cerchiate: “nozioni di base sulla ricerca con google”. Ovviamente tra virgolette.












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