Licenza di uccidere

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“Ho obbedito alla legge di Dio”, ha detto Scott Roeder ai giudici del Kansas che lo condannavano per avere assassinato un medico abortista. Roeder è definito dai giornali “estremista religioso”, la sua religione è quella cristiana: ma l’invocazione della divinità a spiegazione del proprio crimine è la stessa che ricorre nei messaggi lasciati dagli attentatori suicidi responsabili di tante stragi e considerati “fondamentalisti islamici”.

Cristiani o islamici, si tratta semplicemente di assassini, e nessun Dio ha a che fare con i loro delitti: così come non era il grido “Dio lo vuole!” dei crociati a poterli assolvere da tante nefandezze né il sinistro marchio “Gott mit uns” delle SS naziste a giustificarne le atrocità. Nessuna legge divina può essere evocata per giustificare gli orrori compiuti dagli umani.

Dio dunque non c’entra nel fanatismo esasperato di coloro che uccidono in suo nome. Ma forse c’è da chiedersi se non c’entrino in qualche modo le religioni o meglio le organizzazioni che le incarnano, visto che sono esse a trasmettere ai rispettivi fedeli la presunta volontà di Dio e a dettarne la legge. Se un capo religioso lancia una fatwa con licenza di uccidere contro qualcuno che definisce nemico di quella religione o un altro invita alla violazione delle leggi di uno stato democratico perché le ritiene incompatibili con la sua fede, è poi difficile considerare le religioni estranee a disordini e conflitti che generano violenza. È passato poco più di un decennio da quando ortodossi, musulmani e cattolici si sono scannati alle porte di casa nostra, sull’altra riva dell’Adriatico, in una guerra di biechi nazionalismi venati di intolleranza religiosa.

E se tuttora nel mondo si incendiano, si attaccano e si deturpano moschee, chiese, sinagoghe, templi, pagode, non è certo ad opera di atei e di empi, ma di fedelissimi seguaci di religioni o confessioni rivali e concorrenti. L’umanità ha fin troppi guai, per subire anche quelli prodotti dalla competizione tra fedi diverse.

La libertà religiosa è una grande e insopprimibile conquista della civiltà moderna, così come l’assoggettamento di tutti i cittadini alla legge del proprio paese, quando non sia imposta dalla tirannide.

È questa legge che garantisce tutti, chi crede e chi non crede: e tutti faremmo bene a non scordarcelo.

Hai perfettamente ragione.

Hai perfettamente ragione. Io penso che tutte le religioni, nessuna esclusa, siano state e sono la maggiori
responsabili dei vari disastri delle società in tutti i tempi;e il più delle volte a coprire utili di parte politica ed economica.
Ciao Enrico

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